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CAM, Europa dell’auto più colpita dal Covid-19 rispetto a Cina e USA

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Il Covid-19 ha già cominciato ad affossare il mercato dell’auto in Europa che secondo il Center of Automotive Management di Bergisch Gladbach (CAM) sarà il più colpito in assoluto. Le nuove stime dell’istituto guidato da Stefan Bratzel indicano il Vecchio Continente come il più esposto. Il CAM ha previsto un calo del mercato planetario del 17%: lo “scivolone” equivarrebbe a 15 milioni di auto, assestandosi a quota 68 milioni.

Per il solo marzo nel Vecchio Continente stimata una flessione del 65%

Il prezzo pagato dall’Europa sarebbe però decisamente superiore rispetto agli altri due grandi mercati, quello degli USA e della Cina. Per il solo mese di marzo la stima è di un crollo dei volumi nel Vecchio Continente del 65% (in Italia è stato dell’85%). Per l’intero 2020, il centro tedesco ipotizza una contrazione del 21% per un totale di 12,5 milioni di nuove immatricolazioni (15,8 nel 2019). Gli USA perderebbero il 17%, passando da poco meno di 17 milioni a 14. La Cina, da dove la pandemia ha raggiunto il resto del mondo, dovrebbe fare i conti con una flessione di “solo” il 10%, da 21 a 19 milioni. Si tratta comunque di 5 milioni di vetture in meno rispetto ai massimi raggiunti nel 2017. Le previsioni del CAM riguardano una sospensione delle attività limitata a 6-8 settimane per colpa del Covid-19.

Il Covid-19 colpirà il mercato USA più tardi rispetto all’Europa

Ma se lo stato di “ibernazione” dovesse durare più a lungo lo scenario sarebbe ancora più drammatico. A questo punto è quasi scontato lo slittamento dell’entrata in vigore dei nuovi limiti sulle emissioni ed il relativo sistema sanzionatorio. Come diventa molto probabile anche un meccanismo di incentivi per rilanciare il mercato una volta rientrata la pandemia. La Cina diventa il riferimento: in febbraio, all’apice della crisi, il mercato era crollato dell’80%. Nella prima metà aveva già in parte recuperato, seppur in calo del 50%. In Europa gli effetti del Covid-19 si fanno sentire con 4-6 settimane di ritardo. Significa che i mesi critici (per usare un eufemismo) sono marzo ed aprile. Negli Stati Uniti i temi potrebbero slittare ulteriormente, visto che le restrizioni sono scattate più tardi rispetto all’Europa.

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