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Fiat Panda Natural Power: il biometano arriva dagli scarichi fognari

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Parte la sperimentazione di una Fiat Panda Natural Power con un particolare biometano. Nell’ambito di un esperimento, la best seller d’Italia percorrerà 80.000 chilometri con un biometano prodotto dal gruppo CAP, che gestisce il servizio idrico integrato della Città Metropolitana di Milano. Il test, per il quale il Fiat ha consegnato oggi una Fiat Panda Natural Power presso il Motor Village di Torino, durerà alcuni mesi. L’obiettivo è quello di consentire al Centro Ricerche di Fiat Chrysler Automobiles di valutare gli effetti di questo particolare carburante. Ma una simile applicazione dei reflui può risultare “rivoluzionaria” e, soprattutto, diversificare le fonti di approvvigionamento del biometano. Che in questo modo diventerebbe rinnovabile e inesauribile. Nel caso specifico, il biometano è quello degli scarichi trattati dell’impianto lombardo di Niguarda-Bresso. Le chiavi della vettura per il test, che durerà alcuni mesi, sono state affidate dalla responsabile delle Relazioni Istituzionali di FCA per l’area EMEA, Elisa Boscherini, al presidente del gruppo CAP, Alessandro Russo.

La Panda Natural Power monta il motore TwinAir a due cilindri da 0.9 litri alimentato a gas naturale ha una potenza di 80 CV. Con il pieno si può risparmiare il 30% del costo del carburante raffrontato al gasolio ed il 56% rispetto alla benzina e si possono ridurre le emissioni: del 31% rispetto ad un motore a benzina, e la percentuale sale fino al 57% miscelando il 40% di biometano. In una nota, Fiat spiega che si tratta di un abbattimento degli inquinanti “pari a quello ottenuto da una vettura elettrica ricaricata con l’attuale mix energetico europeo”. Nel caso della sperimentazione, Fiat Panda Natural Power è alimentata al 100% con biometano e quindi l’abbattimento di CO2 può raggiungere il 97%, cioè quanto una vettura elettrica rifornita con “corrente” proveniente per intero da fonti rinnovabili, come l’eolico.

Il Gruppo CAP vuole aprire in tempi brevi il primo distributore di biometano a km zero. La società stima che il solo depuratore di Bresso potrebbe assicurare una produzione annua di oltre 340.000 chilogrammi di biometano, in grado di alimentare 416 veicoli per 20.000 km ciascuno: vale a dire più di 8,3 milioni di km complessivi (corrispondenti a oltre duecento volte la circonferenza della Terra). La sperimentazione sarà accompagnata dall’hashtag #BioMetaNow.

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