Home»News»Lauda è morto. “Guidare auto da corsa è più rischioso che pilotare aerei”

Lauda è morto. “Guidare auto da corsa è più rischioso che pilotare aerei”

0
Condivisi
Pinterest Google+

Lauda è morto. “Guidare auto da corsa è più rischioso che pilotare aerei”

“Che cosa è più pericolo? Guidare auto da corsa. Pilotare aerei non lo è per niente”, parola di Niki Lauda, la cui morta è stata annunciata dalla famiglia. Il tre volte campione del mondo di Formula 1 (due volte con la Ferrari ed una con la McLaren) è deceduto lunedì in una clinica svizzera.

Sfigurato al Nürburgring nel 1976 vince il mondiale l’anno dopo

L’asso del volante, il “sopravvissuto”, era stato ricoverato per una dialisi insieme seguito a problemi ai reni, una elle conseguenze del complesso trapianto ai polmoni al quale si era dovuto sottoporre lo scorso anno. Maniacalmente preciso e metodico, Lauda si era guadagnato l’appellativo di “computer”. Il secondo titolo mondiale vinto con la Ferrari, nel 1977, seguiva lo spaventoso incidente sul circuito del Nürburgring (1976) che lo aveva lasciato sfigurato. Lauda, che avrebbe poi investito i propri guadagni anche in una compagnia aerea, non ha mai lasciato il mondo delle auto.

Lauda nel ricordo di Toto Wolff: “Non ci sarà più nessuno come te”

Tanto che in Mercedes continuava a ricoprire la carica di presidente della scuderia. “Niki – ha commentato Toto Wolff, il Team Principal di Mercedes-AMG Petronas Motorsport – resterà per sempre una delle più grandi leggende del nostro sport“. “Ha miscelato eroismo, umanità e onestà dentro e fuori l’abitacolo”, ha aggiunto. “Sei semplicemente insostituibile – ha concluso il top manager – non ci sarà più nessun altro come te”. Nato a Vienna il 22 febbraio del 1949, Lauda non si è mai nascosto dietro parole di circostanza. Parlava chiaro, certe volte sin troppo.

“Credo di sapere quando è il momento giusto di spendere soldi”

A chi gli contestava di esser tirchio replicava così: “Credo di di sapere quando è il momento giusto per spendere soldi”. A proposito della Formula 1 scherzava: “Ho sempre detto che anche una scimmia può guidare le monoposto di Formula 1. Quindi anch’io”. Alla fine non è stato il rogo (e le sue conseguenze) a portarlo via, ma sono stati polmoni. “Ero morto per un po’. Adesso mi sono rialzato”, aveva commentato dopo il trapianto. Lunedì, purtroppo, non è successo di nuovo. Addio Niki. Grazie Lauda.

 

Articoli precedente

Bengala Bentley Bentayga², il suv in serie limitata spagnola per l'offroad

Articolo successivo

Dalla Cina verso America e Russia: i mercati di Volkswagen Tarek / Tharu