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La Germania non scarica Volkswagen. Ma premia altri costruttori tedeschi

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La Germana premia la Germania. E non punisce Volkswagen. In ottobre sono state immatricolate 278.372 auto nuove, il doppio dell’Italia, ovvero l’1,1% in più rispetto allo stesso mese del 2014. Da gennaio in poi la crescita scende al 5,1%, ma i modelli venduti sono stati 2,686 milioni. La quota delle auto aziendali in ottobre è stata del 66%, superando anche il dato dello scorso anno. Il dato su Volkswagen era atteso dopo lo scandalo emissioni, anche se i più recenti sviluppi potrebbero farsi sentire in futuro: il marchio ha ceduto lo 0,7%, una flessione praticamente insignificante. Da inizio anno i volumi di Volkswagen sono in aumento del 5,3%. Positivi gli altri marchi tedeschi del gruppo (Audi +0,9%, Porsche +6,9%), mentre i consumatori hanno penalizzato pesantemente Seat (-15,7%) e Skoda (-13,3%). In una sorta di svolta  “autarchica”, il mercato ha dimostrato fiducia negli altri brand della Germania (o a controllo tedesco): smart +257%, Bmw +7,1%, Mini +5,9%, Mercedes-Benz +1,5%. E poi c’è Opel che contabilizza un avanzamento del +6,3%.

In ottobre i marchi positivi sono pochi, ma spiccano i numeri del gruppo JLR: Jaguar guadagna il 43,7% e Land Rover il 27,2%. Crescite importanti anche per le giapponesi Mazda (+33,1%) e Mitsubishi (+24,1%). Il gruppo FCA si deve consolare con il +12% di Jeep (+56% da inizio anno ma con poco meno di 12.500 vetture immatricolate da gennaio in poi), perché anche Fiat cede (-4,6%) oltre alle ormai scontate retromarce di Alfa Romeo (-12,4%) e Lancia (appena 7 auto immatricolate nel mese). In ottobre in Germania sono state vendute 1.686 auto elettriche: l’incidenza è dello 0,6%, ma la crescita è del 100%. Solo i modelli ibridi plug-in sono andati meglio: +156,5%.

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