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Agenzia giapponese Kyodo: arrestato Ghosn, Ceo Alleanza Renault Nissan

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Agenzia giapponese Kyodo: arrestato Ghosn, Ceo Alleanza Renault Nissan

Carlos Ghosn, 64enne manager brasiliano presidente di Nissan e capo dell’Alleanza franco nipponica, è stato arrestato dalle autorità del Giappone. L’agenzia Kyodo avrebbe ottenuto la conferma da fonti investigative. Le autorità gli contestano di non aver dichiarato per intero le somme percepite nel suo ruolo di top manager. Sarebbero in ballo cifre non meno che importanti nell’ordine di centinaia di milioni di yen. Al cambio attuale, 100 milioni in valuta nipponica equivalgono a circa 780 mila euro. L’indagine interna di Nissan rivela altre irregolarità, non sono a carico di Ghosn, ma anche di Greg Kelly.

Gli inquirenti lo cercano in Giappone. E poi vorrebbero interrogarlo

Seppur senza citare fonti particolari, la notizia è stata riportata dalla testata Asahi Shimbun. Ghosn si troverebbe attualmente in Giappone. Stando alle indiscrezioni raccolte dal giornale, il Ceo del gruppo dovrebbe poi venire sentito dagli investigatori. Nissan ha fatto sapere di voler verificare la notizia, che ha già avuto pesanti ripercussioni sui titoli interessati. Gli emolumenti di Ghosn erano finiti sotto la lente di ingrandimento anche in Francia: tra gli azionisti di Renault c’è anche lo stato. I suoi compensi avevano ottenuto un sofferto via libera. Ghosn è il dirigente al quale è riuscito il sorpasso: l’Alleanza è diventata il primo costruttore mondiale di auto. Il manager aveva rivendicato il primato a spese del gruppo Volkswagen, che a sua volta l’aveva soffiato a Toyota.

Ghosm “salvatore” di Nissan e regista dell’acquisizione di Mitsubishi

Stando alle agenzie, Ghosn intenderebbe (naturalmente) collaborare con le autorità per chiarire la vicenda. Ma di sicuro in Giappone, dove egli è considerato il salvatore di Nissan, brand del quale è Ceo dal 2001, nonché regista dell’acquisizione di Mitsubishi (“inciampata” in un caso di manipolazione), il possibile reato fiscale gli renderebbe difficile restare alla guida dell’Alleanza. La sua successione è da tempo un tema delicato. Ammesso che le accuse siano fondate, resta banalmente da chiedersi perché un manager con tanto potere (e tanti soldi) decida di evadere la tasse. E, come ha fatto sapere Nissan, anche di usare beni aziendali a fini personali. Con il qualunquismo non si va lontani, ma ad uno dei manager dell’automotive più pagati al mondo di sicuro non mancavano gli “spiccioli” per coprire le proprie spese. Quasi un’offesa a chi, in Italia e nel mondo, fatica ad arrivare a fine mese con paghe da fame. O contratti a termine, come quelli che certi costruttori vogliono imporre.

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