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Carlos Ghosn resta in galera: negata la libertà per il pericolo di fuga

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Carlos Ghosn resta in galera: negata la libertà per il pericolo di fuga

La detenzione continua: i giudici di un tribunale di Tokyo hanno negato a Carlos Ghosn la scarcerazione. L’ex numero uno di Nissan era stato arrestato il 19 novembre scorso con l’accusa di aver fornito dichiarazioni sotto stimate per i propri compensi.

“Sono detenuto ingiustamente con accuse infondate”, ha dichiarato il manager

La Procura, che si era opposta anche alla libertà su cauzione per Greg Kelly, ha già ottenuto la proroga della custodia cautelare, sollevando anche nuove ipotesi di reato. Proprio ieri Ghosn aveva potuto presentarsi davanti ai giudici in un’udienza sollecitata dai propri legali, che non hanno diritto ad assisterlo nel corso degli interrogatori. Il manager dalla triplice cittadinanza (libanese, brasiliana e francese) ha dichiarato di essere detenuto ingiustamente con delle accuse infondate. L’architetto dell’Alleanza Renault Nissan, l’uomo che ha salvato il costruttore nipponico dalla bancarotta, ha sottolineato di essersi sempre comportato con onore senza aver infranto la legge.

Ghosn, dimagrito di 10 kg, in tribunale in manette

La Procura gli contesta l’omissioni di parti significative dei propri emolumenti, ma anche di aver disposto per fini personali dei beni aziendali. E anche di aver scaricato su Nissan perdite dovute ad operazioni personali. Ghosn è dimagrito di 10 chilogrammi (lo ha dichiarato il figlio) ed è arrivato in manette in tribunale. Tra le ragioni della mancata scarcerazione c’è il pericolo di fuga, oltre a quello dell’inquinamento delle prove. I legali del top manager di origini libanesi che Renault continua a mantenere come Ceo (Nissan lo ha già licenziato) ritengono possibili che egli debba restare in carcere per almeno sei mesi, cioè fino all’inizio del processo a suo carico. Solo che, almeno per ora, non è ancora stata fissata alcuna data per il dibattimento.

 

 

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