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Carlos Ghosn si è dimesso da Renault, la “maledizione dei numeri uno”

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Carlos Ghosn si è dimesso da Renault, la “maledizione dei numeri uno”

Carlos Ghosn ha rassegnato le dimissioni dai suoi incarichi inRenault. Lo ha confermato il ministro delle finanze Bruno Le Maire in una intervista a Bloomberg a Davos. Le sue funzioni verranno quasi certamente sdoppiate: la presidenza toccherà a Jean-Dominique Senard (Michelin) e la direzione generale a Thierry Bollorè, che ha già pieni poteri dopo l’arresto del manager.

Il ministro delle finanze francese Le Maire voleva una nuova guida per Renault

Ghosn è in carcere dal 19 novembre in Giappone con diverse accuse. Finora Renault, le cui indagini interne non avevano rivelato anomalie, si era rifiutata di scaricare il manager dalle tre cittadinanze (libanese, brasiliana e francese). Nissan, al contrario, lo aveva licenziato pochi giorni dopo il fermo. E anche Mitsubishi lo aveva liquidato. Ma nei giorni scorsi lo stesso Le Maire aveva impresso un’accelerazione alla vicenda sollecitando la convocazione di un CdA straordinario per assicurare una “guida nuova e sostenibile” al costruttore. Lo stato francese è azionista di Renault con il 15%.

Tempi duri per i top manager: da Winterkorn a Stadler

Per i top manager sono anni difficili. La “maledizione dei numeri uno” ha fatto vittime illustri. Martin Winterkorn aveva dovuto rassegnare le dimissioni dopo la deflagrazione del dieselgate e malgrado risultati di vendita importanti, a poche decine di migliaia di unità vendute dal primo posto di Toyota. Con Matthias Müller il gruppo aveva raggiunto il primato di vendite, ma il Ceo chiamato a gestire le conseguenze dello scandalo era stato rimosso. E lo stesso caso ha portato in galera Rupert Stadler, capo di Audi. Con Ghosn “cade” un protagonista dell’automotive, quello che ha risanato Nissan e creato un’Alleanza che è diventata il primo costruttore al mondo. Anche la strategica collaborazione con Daimler fa parte della sua strategia. Ghosn era approdato in Renault nel 1996.

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