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Ghosn pronto a rassegnare le dimissioni da Renault alle “giuste condizioni”

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Ghosn pronto a rassegnare le dimissioni da Renault alle “giuste condizioni”

Carlos Ghosn avrebbe accettato di dare le dimissioni dagli incarichi che ancora ricopriva in Renault, costruttore del quale era presidente e direttore generale. Lo rivelano alcune indiscrezioni riportate dall’agenzia Reuters e non solo. L’ex numero uno di Nissan è in carcere in Giappone dal 19 novembre e le sue istanze di ottenere la libertà, anche dietro cauzione, continuano a venire respinte.

Il manager rischia di restare in carcere fino all’inizio del processo

Ghosn rischia di dover restare in carcere fino alla data del processo, che non è stata ancora fissata. Non è chiaro se il suo passo indietro potrà servire ad alleggerire la sua posizione. Tra le ragioni per le quali gli viene negata la scarcerazione non c’è solo il pericolo di fuga, ma anche il potenziale inquinamento delle prove. Non avendo più ruoli nell’Alleanza la seconda ipotesi diventa più difficile. Il ministro della finanze francese Bruno Le Maire (lo Stato ha una partecipazione del 15% in Renault) aveva chiesto ed ottenuto la convocazione di un CdA straordinario. L’obiettivo è quello di assicurare al costruttore una “guida nuova e sostenibile”.

Dimissioni alle “giuste condizioni”, che però non sono note

Le funzioni di Ghosn verrebbero sdoppiate: Thierry Bollorè dovrebbe diventare Ceo, mentre Jean-Dominique Senard andrebbe alla presidenza. Attraverso i suoi legali, il manager brasiliano di origini libanesi con passaporto anche francese avrebbe in qualche modo trattato le condizioni delle sue dimissioni. Che verrebbero rassegnate alle “giuste condizioni”. Che non sono naturalmente note. Solo pochi mesi fa anche Rupert Stadler, pure lui arrestato, ma in Germania, si era accordato con Audi per la risoluzione anticipata del contratto. Il gruppo francese aveva rilevato Nissan nel 1999 contribuendo al suo salvataggio. Ghosn è stato l’artefice non solo del rilancio della casa giapponese che lo ha licenziato dopo il fermo, ma anche dell’Alleanza.

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