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GIORNALISTI / La scomparsa di Maurizio Refini

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MONZA – (p.a.) Un amico e un collega che se n’è andato. Maurizio Refini, per un lungo periodo prima consigliere poi presidente dell’Uiga, oltre che una colonna per lunghi anni del Gazzettino di Venezia di cui è stato responsabile della pagina “motori” fino al maggio scorso, lascia sicuramente un grande vuoto tra quanti l’hanno conosciuto e soprattutto avuto come amico, come è stato per noi. Personaggio dirompente e non solo per la mole fisica, ricco di umanità che sapeva esternare nel modo più semplice con un convinto abbraccio tutte le volte che lo incontravi, Maurizio Refini ha sicuramente segnato nel suo piccolo una importante tappa del giornalismo specializzato, che ha saputo promuovere “lanciando” anche numerosi giovani in una disciplina che sembra facile ma che tale non è. Per ricordarlo ci piace proporre ai lettori di asapress.net una intervista che nel dicembre del 2003, quando era ancora presidente dell’Uiga, ha rilasciato ai colleghi di “infomotori”. Eccola.I: Presidente, nel 2004 l’UIGA festeggia i suoi primi 50 anni: un bell’anniversario, specie in Italia dove i motori vengono subito dopo il calcio!R: “L’idea di Giovanni Canestrini e di uno sparuto gruppo di colleghi meritava davvero la soddisfazione di questo anniversario. Noi che siamo gli eredi di quei pionieri del giornalismo automobilistico dobbiamo ritrovare quello spirito, quella carica emotiva nei confronti delle quattro ruote che con la loro costante evoluzione ed innovazione trasformano davvero il nostro mestiere in una continua conquista: appena abbiamo scritto un servizio questo è subito vecchio, c’è subito qualche cosa di nuovo e diverso che bussa al nostro… video.I: L’informazione giornalistica come si è evoluta in questo mezzo secolo di attività?R: “Di pari passo con l’evoluzione automobilistica. Il giornalista dell’auto è oggi meno romantico di quello d’allora, ma sicuramente è più preparato e, comunque, più attento”.I: La tecnologia ha trasformato le auto: ed i giornalisti che benefici hanno ottenuto dall’informatica e da internet?R: “Gli stessi benefici, e gli stessi svantaggi, che hanno avuto tutti. L’accesso all’informazione è assolutamente più facile e garantito a tutti; la trasmissione di idee e pareri avviene in tempo reale. Contemporaneamente, siamo diventati tutti più pigri, leggiamo e studiamo meno e guai cedere alla tentazione del copia e incolla: non se ne esce più!”.I: Il mercato auto è in fibrillazione: se va bene si lanciano modelli per rafforzarsi, se va male si promuovono modelli per resistere! Ed i giornalisti come fanno star dietro a tutto questo dinamismo?R: “A mio avviso è un errore cercare di stare dietro a tutto: certe novità si possono raccontare in trenta righe… Il difficile è il discernere qual è la vera novità… Le Case fanno di tutto per confondere le acque e i giornalisti fanno poco o nulla per fare chiarezza. In questo senso la nostra professionalità deve crescere”.I: Come vi giudicano le Case automobilistiche: pericolosi giudici o preziosi testimonial?R: “Vi dirò che, tutto sommato, mi interessa poco come ci giudicano le Case: i nostri primi giudici devono essere i lettori. Se ci giudicano bene, per le Case siamo sicuramente dei preziosi testimonial. Anche quando facciamo le pulci a qualche cosa…I: Un Presidente disse (smentendo poi l’intervistatore) che i giornalisti italiani dell’auto sono troppo buoni, quasi dei “dorotei”: vero o falso?R: “Fu una dichiarazione incauta perchè assolutamente infondata. Quel manager ci scrisse ufficialmente di essere stato frainteso e noi abbiamo preso per buone le sue giustificazioni. Noi non siamo nè buoni, nè dorotei, ma, forse, qualche volta, ci lasciamo fuorviare dalle simpatie o antipatie personali. Ma sono casi sporadici, se è vero come è vero che le Case giudicano utile, quasi indispensabile la nostra opera”.I: Se ci permette facciamo una serie di domande flash a cui Le chi

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