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Niente bonus, “raid” dei lavoratori della sede di GM in Corea del Sud

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Niente bonus, “raid” dei lavoratori della sede di GM in Corea del Sud

Una dozzina di lavoratori iscritti al sindacato non ha preso bene la notizia che General Motors (GM) non avrebbe pagato i bonus in Corea del Sud. La “rappresaglia” è stata una incursione negli uffici del quartier generale della filiale del paese, a Incheon.

GM ha denunciato il fatto alle autorità e annunciato azioni legali

In un video postato in rete, si vedono i membri del gruppo lanciare sedie e portare fuori un grande tavolo. I danni sembrano limitati, mentre secondo GM sono “significativi”. Il costruttore ha fatto sapere di voler ricorrere alle vie legali contro la dozzina di lavoratori. Il piano del colosso guidato da Mary Barra è quello di ridurre le attività nel paese. La ristrutturazione prevede la soppressione di 5.000 posti di lavoro. Un sacrificio importante poiché gli occupati nel paese sono 16.000. GM sta “snellendo” le attività in varie parti del mondo. Non solo ha venduto Opel in Europa, ma ha chiuso la produzione in Australia, ad esempio.

La soppressione del bonus è legata alle difficoltà economiche nel paese

La decisione di cancellare il pagamento dei bonus in Corea del Sud è legata alle difficoltà economiche nel paese. I vertici di GM intendono varare un piano per il risanamento del bilancio, ma vogliono che il sindacato faccia delle concessioni per dare il via libera al progetto di investimenti da 2,8 miliardi di dollari (quasi 2,3 miliardi di euro). Secondo GM, che controlla il 77% della società coreana (il 6% è in mano anche ai cinesi di BAIC) i rappresentanti dei lavoratori vorrebbero le dimissioni del Ceo. La minaccia è che in caso di mancato accordo, la filiale locale rischierebbe la bancarotta.

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