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Governicchio: non si sa come pagare il malus, né come richiedere il bonus

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Governicchio: non si sa come pagare il malus, né come richiedere il bonus

Si stava meglio quando si stava peggio: del bonus / malus per le auto, che di fatto penalizza la produzione italiana, “case costruttrici e dealer non conoscono ancora le modalità operative per attuare la misura“. Ed il provvedimento entra in vigore da domani. Lo denuncia l’Anfia, l’associazione che rappresenta la filiera nazionale, che ha diffuso una nota. Se non fosse una cosa seria, ci si potrebbe perfino ridere sopra. Ma l’Anfia non può permettersi di scherzare, tra l’altro a fronte di un 2019 cominciato male.

FCA ha deliberato investimenti per 4,5 miliardi negli Stati Uniti

“In merito all’applicazione del malus, nei giorni scorsi l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la risoluzione che istituisce solamente il codice tributo da utilizzare per il pagamento dell’imposta“, scrive. Significa che la tassa esiste, ma non è chiaro come pagarla. Per quanto riguarda il bonus, invece, “manca ancora il decreto interministeriale di attuazione e non c’è traccia della piattaforma on line per richiedere gli incentivi”. Non è una novità che in Italia la burocrazia sia lenta, ma l’ambizioso governo del cambiamento di Lega e Movimento 5 Stelle doveva essere diverso. Ma sembra uguale (se non peggio) rispetto a quelli che lo hanno preceduto. FCA, che doveva investire 5 miliardi in Italia, ha per il momento varato un piano da 4,5 miliardi negli Stati Uniti.

Fiat Panda Natural Power “pulitissima” per i tedeschi, senza bonus in Italia

Secondo l’ADAC, l’Automobile Club di Germania, la Fiat Panda Natural Power, cioè e metano, è la sesta auto più pulita esaminata nel 2018. Tanto che ha ottenuto cinque stelle, il massimo, vale a dire più di macchine elettriche. Ma in Italia non accede al bonus. E nessuna nazione con un costruttore nazionale ha mai varato piani di incentivi che escludano i marchi nazionali dai benefici. “Le Associazioni rappresentanti la filiera industriale e commerciale del settore automobilistico in Italia, nonostante le ripetute istanze di chiarimento poste alle Istituzioni competenti, esprimono forti preoccupazioni circa le ripercussioni che tali incertezze stanno già determinando sul mercato e sull’operatività delle imprese“, scrive ancora l’Anfia. Il sodalizio ha chiesto “che si possa disporre al più presto di un quadro normativo e regolatorio chiaro.

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