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Anche il fondo Harris Associates contro Zetsche a capo del CdS di Daimler

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Anche il fondo Harris Associates contro Zetsche a capo del CdS di Daimler

Il futuro di Dieter Zetsche alla presidenza del Consiglio di Sorveglianza di Daimler, gruppo del quale è stato Ceo fino alla scorsa primavera, è sempre più incerto. Un nuovo e durissimo attacco nei suoi confronti è arrivato da David Herro, numero due della Harris Associates, società americana che gestisce attorno ai 120 miliardi di dollari di investimenti e che controlla il 5% del costruttore tedesco. In una intervista a Manager Magazin si è chiesto come mai “uno che ha la responsabilità di una perdita di valore dell’equivalente di cinque anni dovrebbe diventare presidente del Consiglio di Sorveglianza”.

La pesante eredità di Zetsche, utile 2019 pari a quasi un terzo rispetto al 2018

Herro non è il primo a criticare Zetsche: altri lo avevano già fatto in passato per via della pesante eredità lasciata al suo successore Ora Kallenius. Che ha presentato il suo primo bilancio con un utile di 4,3 miliardi (11,3 a fine 2018) con un dividendo di appena 90 cent (3,25 euro per lo scorso esercizio). Ai dipendenti Daimler ha assegnato un bonus di 1.095 euro, un quinto rispetto a poco meno di 5.000 di un anno fa. Sui conti pesano il coinvolgimento nel dieselgate, alcuni errori strategici (l’addio alla Classe X è costato 800 milioni), l’adeguamento alle normative sulle emissioni e diverse pendenze giudiziarie. La sua eventuale nomina, proposta dal CdS nell’autunno del 2018, avrebbe dovuto avvenire nel 2021 per subentrare a Manfred Bischoff.

Il manager sarebbe “parte del problema”: Daimler deve dare un segnale diverso

A giudizio di Herro “Zetsche è una parte del problema” e la sua designazione sarebbe un “segnale sbagliato”. Di più: “Abbiamo bisogno di gente che capisca del comparto automobilistico”, ha aggiunto. Forse il riferimento è a Tim Hottges, Ceo di Deutsche Telekom, che dovrebbe entrare a far parte del CdS. Il numero due del fondo americano ha insistito sul fatto che ci sia bisogno di “qualcuno che abbia veramente a cuore l’interesse degli azionisti e di tutti gli stakeholder“. La posizione di Herro è indubbiamente legittima, ma che Zetsche non abbia dimostrato attenzione nei confronti degli azionisti è almeno discutibile visto che la cedola record relativa al 2017 (3,65 euro) è stata staccata con lui ai vertici.

Il fondo americano “dimentica” i progressi compiuti con il manager tedesco

Prima del suo arrivo ammontava comunque a 1,5 euro. E tra il 2006 ed il 2019, cioè con il manager tedesco ai vertici, il risultato operativo è non meno che raddoppiato, mentre il fatturato è passato da 100 a 160 miliardi. Per Zetsche è in ballo soprattutto l’onore visto che percepisce una pensione di circa 4.000 (quattromila) euro al giorno (sì, al giorno) che qualcuno aveva accordato di assicurargli. Per i lavoratori, che sarebbero una parte degli stakeholder citati da Herro, c’è in ballo molto di più. Kallenius vuole risparmiare almeno 1,4 miliardi l’anno: in ballo ci sono, seppur senza licenziamenti, tra i 10 ed i 15.000 posti.

 

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