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L’idrogeno riporta lavoro nell’auto, fino a 68.000 nuovi posti in Europa

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Il futuro dell’occupazione nell’automotive potrebbe essere legato all’idrogeno: secondo la VDMA, l’associazione tedesca dell’industria meccanica nei prossimi anni potrebbe portare alla creazione di quasi 70.000 posti di lavoro in Europa. Colpito dalla conversione elettrica e ora azzoppato dalla pandemia, il mondo dell’auto potrebbe trovare nuovi sbocchi nei sistemi a celle a combustibile.

Undici miliardi di volume d’affari l’anno entro il 2040

Perché la tecnologia, almeno allo stato attuale, è considerata sostenibile e potrebbe pertanto trovare numerose applicazioni nel mondo dei trasporti. Lo studio della VDMA stima addirittura un volume d’affari di 11 miliardi di euro entro il 2040 per la sola componentistica per le autovetture. Sono esclusi quindi veicoli industriali e autobus, sui quali l’idrogeno viene già impiegato in maniera più diffusa. I pionieri dell’idrogeno sono tuttavia in Asia: Giappone e Corea del Sud sono decisamente più avanti rispetto all’Europa.

“Idrogeno, grande opportunità”, secondo la VDMA

Le previsioni della VDMA parlano di volumi annuali fino a 10 milioni di auto a idrogeno fra il 2030 ed il 2040. Già a partire dai prossimi anni, gli investimenti nei sistemi a celle a combustibile dovrebbero aggirarsi attorno ai 5 miliardi di euro l’anno in ricerca e sviluppo. Sulla base di queste elaborazione l’associazione ritiene credibile la creazione di 68.000 nuovi posti di lavoro nel Vecchio Continente. Gli industriali parlano di una “grande opportunità” e per questo invitano la politica a mettere a punto piani a lungo termine.

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