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Germania e Baviera vanno incontro all’industria dell’auto. Ecco come

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Germania e Baviera vanno incontro all’industria dell’auto. Ecco come

La Germania dienende e sostiene l’industria dell’auto, la cui filiera vale attorno agli 800.000 posti di lavoro ed una quota significativa del PIL e dell’export. Il governo tedesco ha prorogato ed ampliato il programma si sostegno alla conversione elettrica ed il Libero Stato di Baviera (si chiama così) ha varato uno specifico programma di finanziamenti. Il piano di Berlino era stato concordato con i costruttori: la parte pubblica metterà a disposizione due miliardi di euro fino al 2025.

Il bonus per le auto elettriche fino a 40.000 euro diventa di 6.000 euro

I bonus, già prolungati, sarebbero scaduti nel 2020. Per incentivare la svolta “Green”, soprattutto adesso che sta per avere luogo la grande offensiva a zero emissioni del machi nazionali, la sovvenzione per l’acquisto di auto elettriche è stata aumentata del 50%. Vale a dire che un veicolo dal costo netto di 40.000 potrà beneficiare di un contributo di 6.000 euro (finora erano 4.000). Per le vetture fino a 65.000 euro la sovvenzione arriverà a 5.000 euro (+25%). La metà del contributo sarà ancora a carico dei costruttori.

Incentivi anche per le plug-in e, in futuro, per gli usati “nuovi”

I bonus riguarda anche i modelli plug-in e, in futuro, verranno estesi anche all’usato nuovo, vale a dire alle auto aziendali. La Baviera, sul cui territorio hanno sede sia Bmw sia Audi, ha approvato finanziamenti per 225 milioni di euro a favore dell’industria dell’auto: lo stanziamento fa parte di un piano da 300 milioni concordato nel Forum sul futuro del comparto. Più delle metà dei fondi sono a supporto della ricerca tecnologica (115 milioni). Poi ci sono quasi 78 milioni per l’aggiornamento formativo del personale e 60 milioni per aiuti alla trasformazione.

IG Metall critica l’industria dell’auto che “flirta” con la politica, ma delocalizza

Infine, sono previsti 50 milioni anche per le nuove soluzioni di mobilità, che includono risorse per la realizzazione di 7.000 nuove strutture di ricarica. I primi 225 milioni verranno messi a disposizione tra il 2020 ed il 2023. La potente sigla sindacale IG Metall ha criticato, almeno in parte il provvedimento. In particolare perché mentre i costruttori “cinguettano” con la controparte pubblica continuano a spostare attività all’estero, studiando piani per la riduzione dell’occupazione in Germania.

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