Home»News»Tesla Model X a guida autonoma investe una moto della Polizia. Ferma

Tesla Model X a guida autonoma investe una moto della Polizia. Ferma

0
Condivisi
Pinterest Google+

Ha investito una moto. Ferma. E per giunta della Polizia. Elon Musk, il numero uno di Tesla e specialista della comunicazione virale dell’era del web, deve fare i conti con un incidente a guida autonoma che non aiuta certo a far aumentare la fiducia nelle auto senza conducente. I fatti risalgono al 21 marzo, a Phoenix, Arizona, naturalmente negli Stati Uniti. Un poliziotto fuori servizio si ferma ad un semaforo, rosso. Dietro di lui si accoda una Tesla Model X a guida autonoma: entrambi vogliono lasciare la Black Canynon Freeway per imboccare la Utopia Road. È pomeriggio e la visibilità è buona. L’agente avverte che qualcosa non va e si butta dalla moto, che cade a terra e viene colpita dalla Model X che è già ripartita.

Nessuno si fa male e, a quanto pare, nemmeno i veicoli risultano danneggiati. L’uomo a bordo della Tesla dichiara che il suv era impostato per la guida autonoma. Gli accertamenti da parte della Polizia non riescono né a confutare né a confermare la dichiarazione dell’autista. L’agente che ha evitato l’impatto stima la velocità del mezzo in 3 miglia orarie, meno di 5 km/h. Le Forze dell’Ordine hanno subito chiuso il caso non essendoci né danni né feriti: “Se non fosse stato coinvolto un agente non saremmo nemmeno intervenuti”, ha fatto sapere il portavoce della Polizia di Phoenix.

Curiosità a parte – investire una moto della Polizia ferma non è un bel biglietto da visita per nessuno, tanto meno per un costruttore che punta sulle proprie avanzate tecnologie per sfondare sul mercato – l’accaduto evidenzia gli attuali (notevoli) limiti di questi sistemi. Non è la prima volta che un veicolo di Tesla viene coinvolto (per responsabilità propria) in un sinistro. Il lodevole obiettivo delle funzioni di guida autonoma è quello di portare più sicurezza sulle strade. Per il momento, ma forse non è il caso di essere impazienti, ha trasferito soprattutto incertezze. Anche i costruttori dovrebbero prendersi il tempo che serve e non innescare una corsa contro il tempo per essere i primi, salvo scoprire poi – troppo tardi – che ci sono ancora troppe cose che non funzionano. La strada verso la circolazione senza conducente è lastricata di buone intenzioni ma il paradiso a guida autonoma può attendere.

Articoli precedente

Dacia Brave: una serie speciale “coraggiosa”

Articolo successivo

Yellow in TV: puntata del 3 marzo 2017