Home»News»Il coronavirus ferma l’automotive. Azioni di Agnelli, Exor, FCA e Ferrari

Il coronavirus ferma l’automotive. Azioni di Agnelli, Exor, FCA e Ferrari

0
Condivisi
Pinterest Google+

L’industria dell’auto si piega, ma prova a non spezzarsi di fronte alla diffusione del coronavirus. Solo che nonostante la pandemia dichiarata dall’OMS i provvedimenti sono ancor a “macchia di leopardo”. La contabilità della chiusura delle attività va continuamente aggiornata. Aveva cominciato FCA, annunciando la chiusura della maggior parte dei propri stabilimenti produttivi, anche se a Maranello, per la Ferrari, si continua a lavorare. Poi si era aggiunto Groupe PSA, chiudendo tutti gli impianti almeno fino al 27 marzo. Lo stop riguarda i siti di tutti i marchi: Peugeot, Citroen, DS, Opel (in Germania e Polonia) e Vauxhall (nel Regno Unito). Oggi scatterà la chiusura a Hordain, in Francia, a Vigo, in Spagna, ed Mangualde, in Portogallo. Domani toccherà ai siti di Luton (UK) e Trnava (in Slovacchia).

Ford e Nissan fermano la produzione anche nel Regno Unito

Sempre per via del coronavirus, anche Ford ha ufficializzato ieri la temporanea sospensione della produzione nel Vecchio Continente. Il blocco riguarderà anche le fabbriche che “sfornano” motori. A Valencia il fermo è entrato in vigore, mentre a Bologna e Saarlouis, in Germania, ed a Craiova, in Romania, entrerà in vigore domani. Nissan ha deciso di fermare la produzione a Sunderland perché mancano i componenti. Il Gruppo Renault ha invece disposto la chiusura dei 12 stabilimenti transalpini che occupano 18.000 persone. La chiusura vale “fino a nuove disposizioni”. Negli altri paesi la produzione potrebbe dare avanti, ma dipenderà dalle condizioni locali. Già a Palencia e Valladolid, in Spagna, il gruppo che verrà guidato da Luca de Meo aveva chiuso le attività a causa della mancanza di pezzi.

Il coronavirus blocca anche la catena produttiva, mancano i componenti

E lo stesso è accaduto a Flins, in Francia, dove viene prodotta l’elettrica Zoe. Ieri sera anche Daimler (Mercedes e smart) ha deciso di sospendere la maggior parte della produzione nei suoi siti europei, ma anche in alcuni dipartimenti amministrativi. Il blocco previsto è attualmente di due settimane. Il provvedimento riguarda le divisioni Cars, Vans e veicoli commerciali. Bmw è intenzionata a ridurre i turni, mentre Volkswagen ferma da domani la produzione dei veicoli commerciali in Germania e Polonia. In Slovacchia gli impianti del gruppo sono chiusi da martedì: resteranno fermi per due settimane ed ai lavoratori andrà il 60% del salario medio. La famiglia Agnelli e le sue società hanno intanto “messo in campo una serie di misure, in coordinamento con il Dipartimento della Protezione Civile italiana”.

Gli Agnelli e loro società a “sostegno della cura dei malati”

Si tratta di interventi “a sostegno della cura dei malati predisposta dal servizio sanitario nazionale e in aiuto delle persone che si trovano o si troveranno in situazione di bisogno”. Tra le altre cose 10 milioni di euro sono stati destinati al Dipartimento della Protezione Civile e de La Stampa – Specchio dei Tempi, Fondazione impegnata a rispondere alle necessità sociali e sanitarie di Torino e del Piemonte. EXOR e le sue società controllate Fiat Chrysler Automobiles, Ferrari e CNH Industrial – alle quali si sono aggiunte anche Ermenegildo Zegna e Fondazione Pesenti stanno acquistando 150 respiratori oltre a materiale medico-sanitario, approntandone l’immediato trasporto aereo in Italia. La società di noleggio a lungo termine Leasys (FCA Bank) mette a disposizione della Croce Rossa Italiana e altre associazioni di volontariato una flotta di mezzi per la distribuzione di alimenti e medicinali nelle città italiane a malati, anziani e a persone bisognose di assistenza.

Articoli precedente

Il mercato europeo dell'auto cede il 7,4% in febbraio. Volano DS e Porsche

Articolo successivo

Fiat 500 Club Italia: "Andrà tutto bene", raduno virtuale per la Croce Rossa