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In Italia 2,6 milioni di veicoli senza RC Auto e 196 finti siti assicurativi

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L’RC Auto è un problema: perché costa cara e i prezzi non scendono malgrado il calo degli incidenti e degli spostamenti e perché ci sono troppi siti irregolari. La doppia denuncia è dell’Unione Nazionale Consumatori. Il costo delle polizze, lamenta il presidente dell’UNC Massimiliano Dona, “non scende abbastanza considerato il crollo dei sinistri.

Per effetto del lokdown il prezzo delle polizze doveva calare del 18,9%

“È a dir poco vergognoso che nel secondo trimestre del 2020, secondo i dati IVASS (l’istituto di vigilanza sulle assicurazioni), il premio dell’RC Auto sia diminuito solo del 5,4%, appena 22 euro, attestandosi a 383 euro“, accusa Dona. “Una riduzione insufficiente e deludente”, secondo il presidente. Il lockdown avrebbe dovuto condurre ad un sensibile calo dei premi, dato che gli italiani sono rimasti fermi per 69 giorni. Su base annua la polizza dovrebbe costare il 18,9% in meno (76 euro in media). Al contrario, tra il settembre del 2019 ed il 2020, sulla base dei dati Istat, il calo è stato dello 0,4%, E tra l’altro con aumenti anche rilevanti come in Umbria (+5,1%) e Piemonte (+3,2%). I più “fortunati” sono stati gli automobilisti del Lazio, dove è stata conteggiata una flessione delle polizze del 4,5%.

L’allarme dell’ANIA sul parco circolante privo di RC Auto

Con gli ultimi 3, dall’inizio dell’anno sono stati scoperti già 196 siti non a norme che commercializzavano polizze assicurative false. Nel 2017 erano 50 e sono raddoppiati nel 2018 (103) per arrivare a 168 lo scorso anno. “La multa per chi non è assicurato va da 849 a 3.396 euro”, ricorda Dona. Solo che il Codice della strada non distingue tra chi è vittima di una truffa e chi non paga consapevolmente la polizza. Il fenomeno è preoccupante, anche perché secondo l’ANIA in Italia circolano 2,6 milioni di veicoli senza copertura assicurativa. Per questo l’Unione Nazionale Consumatori sollecita l’intervento da parte del legislatore. Ad esempio per consentire all’IVASS di oscurare direttamente il sito come può già fare la CONSOB, l’autorità di vigilanza sulla Borsa.

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