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Italia, l’ultima roccaforte del diesel, 8 punti di quota in più delle media UE

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L’Italia è l’ultima roccaforte europea del diesel, un carburante che prima di soccombere all’elettrificazione rientrerà nella “riserva indiana” dei veicoli industriali e commerciali. I numeri dei primi nove mesi di questo tormentato 2020 sono impietosi: le immatricolazioni di nuove auto a gasolio nell’Europa Occidentale sono state il 27% del totale.

Nel 2011 la quota di mercato delle auto diesel era del 58%

Appena 9 anni fa, nel 2011, sfiorano i due terzi con una quota di mercato del 58%. E l‘anno scorso si attestavano ancora al 31%. Fra i grandi mercati, l’Italia è di gran lunga il paese che fatica di più ad abbandonare il diesel. Tra gennaio e settembre la penetrazione era ancora del 34,6%, ossia quasi 8 punti in più rispetto alla media europea. E anche 5 in più rispetto alla Germania (30%), dove è nata la tecnologia a gasolio. Il diesel resiste anche in Francia, con il 31%. Lo scandalo sulle emissioni ha affossato quasi definitivamente un sistema già messo in crisi del giro di vita sulle emissioni disposto dalla autorità comunitarie, peraltro con l’obiettivo di migliorare la qualità dell’aria.

L’era del gasolio è praticamente già finita in Norvegia e nei Paesi Bassi

L’inevitabile elettrificazione – le cui contraddizioni sono peraltro ancora da risolvere – ha inferto il colpo di grazie all’intero mondo dei motori convenzionali. L’annunciata “stretta” del Regno Unito anticipata da Boris Johnson potrebbe accelerare i tempi di una conversione peraltro già avviata. Lo dimostrano paesi come la Norvegia o i Paesi Bassi, dove la quota delle immatricolazioni delle auto diesel è stata rispettivamente del 10 e del 4,5% nei primi nove mesi dell’anno.

L’energia italiana è più “rinnovabile” rispetto ad altri paesi

Gli interrogativi di sostenibilità ambientale restano sempre gli stessi. Come viene prodotta l’energia con la quale verranno rifornite le auto elettriche? L’infrastruttura di ricarica crescerà velocemente per rispondere alla domanda? E, soprattutto, la rete sarà in grado di far fronte a eventuali picchi di consumo? L?Italia, dove l’elettrificazione procede più a rilento, ha una quota di energia “rinnovabile” più alta di altri paesi. Grazie all’idroelettrico e a seconda delle analisi si attesta fra il 35 ed il 40%. Almeno una buona notizia.

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