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Indagine BEI, italiani più favorevoli degli europei ai divieti di circolazione

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Gli italiani si stanno abituando ai divieti di circolazione, non solo quelle legate al coronavirus, e quasi le “incoraggiano”: il dato emerge dalla seconda seconda edizione della ricerca condotta dalla Banca Europea per gli Investimenti (BEI) sulla percezione dei cambiamenti climatici.

D’accordo l’82% degli italiani e il 97% dei cinesi. Solo il 69% degli americani

L’indagine rivela che l’88% degli italiani è favorevole il divieti di circolazione dei veicoli altamente inquinanti nei centri urbani. Un dato quasi scontato, ma è importante perché è superiore a quello della media comunitaria, che è dell’82%. Gli intervistati della Cina sostengono il blocco al 97%, quegli degli Stati Uniti “solo” al 69%. La ricerca dice anche che l’87% degli italiani ritiene che le comunità e i lavoratori più colpiti dalla transizione energetica dovrebbero ricevere un sostegno finanziario. E l’Italia, dice un’altra indagine, è tra i paesi che lo scorso anno ha investito di più per ridurre le emissioni di CO2. Secondo l’analisi c’è anche un’ampia maggioranza (62%) a sostegno “dell’aumento dei prezzi dei prodotti alimentari e dei beni che hanno un notevole impatto ambientale”.

Non solo divieti di circolazione, ma più tasse sul trasporto aereo

E addirittura il 90% è favorevole all’interdizione dei prodotti di plastica monouso. Insomma, prima ancora delle restrizioni del coronavirus, gli italiani sembrano essere “pronti a sostenere misure di contrasto ai cambiamenti climatici, anche se potrebbero avere un impatto nella loro vita quotidiana”. Ciò nonostante sono più tiepidi rispetto all’introduzione di una tassa carbonio sui voli aerei, respinta soprattutto dai più giovani. In Italia la supporterebbe il 69% degli intervistati, con il 72% della media comunitaria. Indubbiamente lodevole, l’indagine della BEI non dice (perché le domande non sono state formulate) tuttavia cose ne pensino i cittadini del Vecchio Continente di altri temi importanti. Ad esempio circa le politiche monetarie, la flessibilità del lavoro, l’atteggiamento delle banche e degli speculatori.

 

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