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Mahindra compie 70 anni e si “regala” Pininfarina

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Nell’anniversario dei 70 anni di attività, il costruttore indiano Mahidra&Mahindra si “regala” un’azienda italiana di prestigio, Pininfarina. Dopo Ducati, Lamborghini e Italdesign di Giugiaro, finiti nell’orbita di Volkswagen Group, Agusta che ha abbracciato Daimler e Dainese acquisita da un fondo del Bahrain un altro simbolo del Made in Italy passa in mani straniere. Se per la gloriosa società nazionale di design fondata nel 1930 si sia trattato di una vendita o di una svendita lo si capirà in futuro. Di sicuro la Borsa ha punito l’operazione perché l’accordo con Pincar prevede un prezzo di 1,1 euro per azione per un ammontare di circa 25 milioni di euro per il 76% del capitale. Solo venerdì il titolo ne valeva 4,2. Successivamente, Mahidra lancerà un’OPA per assicurarsi l’intera proprietà. Secondo Paolo Pininfarina l’accordo “può dare opportunità di sviluppo anche in quei mercati dell’Asia di cui non è stato sfruttato ancora il potenziale”.

Mahindra e Pininfarina già collaborano (ad esempio su un nuovo modello, TUV300 in sigla) e le voce circa un’acquisizione avevano cominciato a circolare nei primi mesi dell’anno, mentre qualche mese fa le banche sembravano aver bocciato il piano sulla ristrutturazione del debito. Il valore di Pininfarina era stato stimato attorno ai 155 milioni. Mahindra oltre ai 25 a Pincar ne spenderà altri 20 per un aumento di capitale e comincerà a ripianare i pregressi presso le banche a partire dal 2017 (114,5 milioni). L’accordo prevede anche che alla chiusura dell’operazione, l’attuale Consiglio di Amministrazione si dimetta. Poi a nominare i vertici di Pininfarina sarà Mahindra, che ha voluto precisare che la società di design continuerà a restare un marchio italiano, ma con le potenzialità di un operatore globale grazie all’investimento indiano. Mahindra ha già acquisito la divisione motocicli di Peugeot ed il costruttore coreano Ssangyong ed era in corsa sia per Jaguar e Land Rover (poi andate ai rivali di Tata) e sembrava interessato anche a Saab (finita in mani cinesi).

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