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Pochi semiconduttori, case automobilistiche rallentano produzione

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In ordine di tempo, Ford è stato l’ultimo produttore ad annunciare la sospensione della produzione: da oggi fino al 19 febbraio a Saarloius verrà fermata l’assemblaggio delle Focus per mancanza di semiconduttori. Prima dell’Ovale Blu anche Toyota, Nissan, Fiat, Honda, Volkswagen, Daimler e Audi avevano già anticipato problemi con la fornitura di microchip. Bmw, al contrario, ha fatto sapere di disporre di scorte a sufficienza.

Carenza di semiconduttori legata agli effetti della pandemia

Con la pandemia i semiconduttori sono diventati merce ancora più preziosa e, per certi versi, anche rara. L’impennata della domanda di computer e altri dispositivi di intrattenimento ma anche medici e sanitari dovuta alla diffusione del virus ha messo alle corte i colossi del comparto. Il crollo delle richieste dal mondo dell’automotive durante il primo lockdown aveva indotto le aziende a convertire, almeno in parte, la produzione. E adesso mancano i pezzi che servono all’industria dell’auto, che ha già problemi proprie per uscire dal tunnel della crisi. A livello globale, il mercato ha ceduto oltre il 14% con punte ben più elevate nei singoli paesi. Ford ha fatto sapere che a parte quello di Saarlouis nessun altro sito europeo dovrebbe venire penalizzato dalla mancanza di semiconduttori.

Problemi non solo in Europa, ma anche in Cina USA e Giappone

Negli Stati Uniti è a rischio l’assemblaggio nel sito dell’Ovale Blu di Louisville. Toyota potrebbe sospendere la produzione in Texas, mentre Nissan dovrebbe ridurre la fabbricazione giapponese della Note. La penuria di microchip colpirà almeno 10.000 lavoratori di Audi impiegati a Ingolstadt e Neckarsulm. Volkswagen interverrà da oggi a Emdem, probabilmente per due settimane: sono coinvolti 9.000 addetti. Ma il colosso tedesco è a corto di semiconduttori anche in Cina e Nord America e potrebbe dover intervenire anche in alti siti nel Vecchio Continente. Almeno in Germania, la nuova Golf potrebbe essere tra i modelli più colpiti. Daimler ha problemi a Brema, ma la gamma EQ (inclusa la nuova e attesa EQA) è prioritaria e dovrebbe venire “protetta”, e anche il fornitore Hella dovrà rallentare la produzione.

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