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Nuovo possibile “matrimonio francese” per FCA, questa volta con PSA

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Nuovo possibile “matrimonio francese” per FCA, questa volta con PSA

Nuovo possibile matrimonio francese per FCA, che secondo il Wall Street Journal starebbe discutendo un accordo strategico con Grope PSA. Nel pomeriggio di oggi il Consiglio di Amministrazione della società transalpina, il secondo costruttore europeo dopo l’acquisizione di Opel, dovrebbe valutare l’operazione nel corso di una seduta straordinaria.

L’ipotesi piace ai mercati: negli USA il titolo FCA guadagna oltre il 7%

Per il momento non esistono conferme ufficiali da parte dei due gruppi, ma negli Stati Uniti il titolo FCA ha guadagnato parecchio in Borsa, oltre il 7%. Dopo la mancata fusione con Renault – fallita per via delle resistenze del governo francese e di Nissan e costata il posto a Thierry Bollorè – FCA ha evidentemente continuato a guardarsi attorno. Rispetto all’intesa con la Losanga, l’opzione PSA sembra portare qualche vantaggio in meno, soprattutto in Asia,  dove il gruppo italo americano è quasi completamente assente e quello francese è meno radicato. Ma FCA ha disperatamente bisogno di piattaforme elettriche ed elettrificate.

Nascerebbe il quarto gruppo planetario con 8,7 milioni di veicoli

L’accordo consentirebbe ai francesi di sbarcare negli Stati Uniti, il più redditizio mercato al mondo. L’eventuale fusione condurrebbe alla creazione del quarto gruppo al mondo con 8,7 milioni di veicoli. Solo i gruppi Volkswagen e Toyota e l’Alleanza Renault Nissan Mitsubishi vendono di più. Almeno stando alle indiscrezioni, Carlos Tavares, numero del direttorio di Groupe PSA, resterebbe Ceo, mentre John Elkann diventerebbe presidente. L’influenza dello Stato francese è inferiore rispetto a quella di cui dispone in Renault. Il gruppo è uscito dalla crisi non solo grazie all’iniezione di fondi pubblici, ma anche cinesi.

Lo Stato francese ha diritto di voto, ma con il 10% è meno influente che in Renault

La Dongfeng ha il 14% del capitale, esattamente come la famiglia Peugeot e lo Stato, che però ha diritti di voto pari al 10% (la metà rispetto a quelli di cui dispone in Renault). Tavares è noto per la sua vocazione alla riduzione dei costi, come hanno imparato in Germania e in Opel. Non a caso è riuscito a riportare in utile il costruttore tedesco due anni prima del previsto. Si tratterà di capire quali “sacrifici” l’eventuale intesa (la fusione è solo una delle ipotesi) comporterà per l’Italia, dove FCA ha deciso di investire 5 miliardi di euro. Oggi anche la Exor, la finanziaria della famiglia Agnelli che controlla il gruppo, riunirà il proprio CdA.

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