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Europa, “rimbalzo” del mercato auto. Da inizio anno perse 3,5 mln di unità

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Lo scorso settembre sono state immatricolate in Europa (Regno Unito, Norvegia, Islanda, Svizzera e paesi UE) 1,3 milioni di auto nuove, l’1,1% in più rispetto allo stesso periodo del 2019. Nei soli paesi dell’Unione la crescita è stata decisamente più marcata, +3,1%. Fra i cinque grandi paesi l’Italia ha primeggiato con un aumento dei volumi del 9,5% grazie all’impatto degli incentivi governativi.

Da inizio anno i paesi scandinavi e la Lituania hanno limitato le perdite

Da inizio anno la flessione resta importante nel Vecchio Continente perché sfiora il 29%: Italia e Spagna fanno paggio della media. I paesi nordici sono quelli che hanno finora sofferto meno l’impatto della pandemia. Nei primi 9 mesi la Norvegia ha ceduto il 13%, la Finlandia il 16,5%, la Svezia, la Danimarca e la Lituana poco più del 18%. Tra gennaio e settembre sono state immatricolate oltre 8,5 milioni di auto nuove in Europa. La perdita in termini di volumi è di 3,55 milioni di vetture. A livello di marchi, FCA continua a perdere quote di mercato: nell’UE è scesa in move mesi dal 7 al 6,5%, mentre nell’Europa “allargata” è passata dal 6,1 al 5,6% di penetrazione.

In Europa Audi ha guadagnato il 42% nel mese, Dacia il 33% e Jeep il 25%

Il gruppo italo americano è andato bene in settembre (+11,8%) con Jeep che ha sfiorato il +25%. Lo scorso mese il marchio che è cresciuto di più è stato Audi (+42%) seguito da Dacia (+33%). Fra i gruppi, solo quello Volkswagen ha aumentato percentualmente i volumi più di FCA, avendo contabilizzato un +14,1%. Dall’inizio dell’anno Toyota ha aumentato la quota di mercato, passando dal 5,1 al 5,9%. Grazie alla sua offerta ibrida ha contenuto le perdite al 18%. A parte Tesla, i cui dati non vengono diffusi dall’ACEA, il solo marchio che è riuscito a contenere le perdite sotto la doppia cifra è stato Porsche, -8,3%. FCA, che è fortemente influenzata dal dato nazionale, ha ceduto quasi il 34%.

 

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