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Mercato auto, l’Italia perde il 14%: pesa la crisi di Renzi. Stellantis al 43%

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La guerra sulle poltrone (quelle che Matteo Renzi aveva dichiarato di non volere quando ha aperto la crisi, ma che sembra pretendere) influisce sulla tenuta dei sedili: in gennaio il mercato dell’auto nuova in Italia ha ceduto il 14%. Una flessione decisamente importante, seppur a quota 134.100 immatricolazioni.

Scudieri (ANFIA): “Senza incentivi il mercato sarebbe andato peggio”

L’ANFIA rileva tuttavia che sulle vendite hanno inciso negativamente anche i due giorni lavorativi in meno. Le difficoltà legate alla pandemia e, appunto, la crisi di Governo, sono ulteriori elementi di incertezza. Sostenuti dagli incentivi pubblici, i veicoli elettrificati vanno controcorrente: ibride ed elettriche, hanno ormai con una quota complessiva di quasi il 30%. “È probabile – ha ipotizzato Paolo Scudieri, presidente dell’ANFIA – che in assenza delle misure di incentivazione entrate in vigore proprio il 1° gennaio scorso i risultati di mercato sarebbero stati peggiori”.

Le ibride, plug-in comprese, valgono oltre il 27% dei volumi

“C’è molto da recuperare, ma confidiamo che nei prossimi mesi si possa assistere ad una graduale ripartenza della domanda”, ha aggiunto. Esiste insomma una sorta di cauto ottimismo. Le immatricolazioni di auto a gasolio sono scese ancora e ormai incidono per il 27%, 6 punti in meno rispetto ad un anno fa. I volumi delle vetture a benzina valgono il 36% (-33%). Le vendite delle ibride (mild e full) sono lievitate del 128% raggiungendo il 24,5% di quota, quasi il triplo rispetto al gennaio 2020. I volumi delle plug-in sono aumentati del 180% (3% di penetrazione), quelle delle elettriche del 28% (2%).

Fra i marchi di FCA e PSA solo Maserati evita il “rosso”, +2,2%

La Fiat 500 e la smart fortwo sono in testa alla classifica dei BEV (Battery Electric Vehicle) più gettonati. Le auto di segmento superiore (-0,1%) e i suv di piccole dimensioni (-2%) sono quelli che, in gennaio, hanno perso meno terreno. La Jeep Renegade è il modello più venduto fra i suv compatti. Il neonato gruppo Stellantis che rappresenta i marchi di PSA e di FCA ha una quota del 43,2%, con una flessione di quasi il 22% rispetto all’aggregato del gennaio 2020. Solo Maserati (+2,2%) è positiva, mentre DS ha ceduto il 55%. Continua la progressione di Suzuki: +21,2% nel mese con una quota del 2,6%.

Soddisfazioni dal mercato anche per Toyota, Lexus, Mercedes, smart e DR

Il 2021 si è aperto bene anche per Toyota, che ha contabilizzato una crescita del 18,4% come gruppo (addirittura +23,7% con Lexus). Decisamente positiva anche Daimler: +12,1% Mercedes e +48,7% smart. DR, il brand italo cinese, ha consegnato 367 macchine, quasi il 19% in più. Bene anche il gruppo bavarese dell’Elica: Bmw + 1,8% e Mini +0,4%. La Top 10 delle auto più vendute nel mese è guidata come sempre dalla Panda con 12.088 esemplari, il triplo rispetto alla Toyota Yaris (4.284) e alla Lancia Ypsilon (4.047). Addirittura 7 i modelli Stellantis fra i dieci più venduti.

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