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Vecchi diesel “riciclati” in Bulgaria. Ecco da dove arrivano

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Vecchi diesel “riciclati” in Bulgaria. Ecco da dove arrivano

Con i vecchi diesel i mercanti di ossidi di azoto fanno affari in Bulgaria, la nazione che attualmente ha la presidenza di turno del Consiglio dell’Unione Europea. Lo rivela l’organizzazione Transport & Environment che ha analizzato i dati sulle vendite e sulle emissioni nel Vecchio Continente.

I veicoli diesel arrivano soprattutto dall’Italia

Se negli Stati Uniti Volkswagen ha affittato 37 aree per stoccare le 350 mila auto acquistate dai clienti frodati con il dieselgate, in Europa a quanto pare c’è un mercato fiorente per i vecchi diesel. La maggior parte dei vecchi diesel arriva dall’Italia e secondo l’associazione il costruttore nazionale, FCA, è mediamente il più inquinante del Vecchio Continente. Secondo la T&E è la Bulgaria, che l’anno scorso ha importato dai 28 paesi dell’Unione Europea 100 mila auto usate. Di queste circa 35 mila sono alimentate a gasolio e la metà ha un’anzianità di servizio di oltre 10 anni. Secondo i calcoli del sodalizio europeo queste macchine hanno emissioni di ossidi di azoto che sono 12 volte quelle consentite dall’UE per le auto di nuova immatricolazione.

Tra i 10 ed i 15 kg di emissioni di NOx l’anno stimate per veicolo

Vale a dire 1.030 mg/km anziché 80 mg/km. Considerando una percorrenza media tra i 10 ed 15 mila chilometri l’anno, ciascuna auto disperderebbe nell’aria tra i 10 ed i 15 chilogrammi di ossidi di azoto. Senza contare che molti di questi modelli non dispongono nemmeno del filtro antiparticolato. La Bulgaria rischia di diventare la “discarica automobilistica” del Vecchio Continente. Le ripercussioni sulla salute rischiano di essere gravi. La T&E scrive che le polveri sottili cancerogene costituiscono già un grave problema nel paese. L’associazione è la stessa che aveva calcolato come sulle strade del Vecchio Continente fossero in circolazione circa 37 milioni di veicoli a gasolio inquinanti.

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