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Germania: mercato privati, km zero e (consistenti) sconti

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In Italia, Federauto, l’associazione che rappresenta i concessionari, si interroga sui reali dati di vendita del mercato, ma in Germania il Centro di Ricerca Automotive (CAR) dell’università di Duisbirg-Essen certifica gli sconti mensili. Il presidente dei Federauto Filippo Pavan Bernacchi ha osservato come in marzo un quinto delle immatricolazioni siano avvenute l’ultimo giorno. L’Anfia ha sottolineato come lo scorso mese abbia avuto un giorno lavorativo in più. Il dubbio che tra sconti e “km zero” il mercato sia un po’ drogato è legittimo.

Un confronto con il più grande mercato d’Europa, la Germania, può essere utile. Anche perché nel Paese uno degli analisti aveva già definito i costruttori quali i migliori clienti di sé stessi, riferendosi alle cosiddette autoimmatricolazioni. E se nel Belpaese la preoccupazione è forte quando la quota dei clienti provati scende sotto il 60%, considerata come fondamentale per capire come stanno le cose, in Germania la situazione è opposta. Nel senso che sono le vetture aziendali, per le quali è previsto un trattamento fiscale diverso e molto meno “punitivo” rispetto all’Italia, a valere due terzi dei volumi.

E c’è di più. Secondo il CAR, lo scorso marzo il livello di sconti (la media del 2016 era stata di poco inferiore al 19 per cento) è risultato del 35 percento superiore a quello medio praticato nel gennaio del 2010, in piena crisi. Il dieselgate sembra aver contribuito al delinearsi di questa situazione (in marzo la quota delle auto alimentate a gasolio è scesa di quasi il 3% fino al 40,6) perché i consumatori sono insicuri e pertanto sono pronti ad acquistare solo a fronte di forti riduzioni. Lo studio non ha certificato sconti più importanti sulle auto a gasolio, almeno non ufficialmente, ma quando i clienti firmano un contratto ottengono poi gratuitamente garanzie estese o pacchetti di assistenza senza aggravio di costi. In ogni caso, tra gennaio e febbraio, la quota privati del mercato tedesco dell’auto nuova è compresa tra il 25 ed il 30%.

Come se non bastasse, il CAR ha osservato come un terzo del volume totale (32,6 percento, leggermente in calo rispetto al 34,2 percento di febbraio) sia da ricondurre alle cosiddette “Eigenzulassungen”, cioè vetture immatricolate dalle stesse case o dai concessionari, che poi vengono impiegate o come benefit per i dipendenti o vengono commercializzate come “chilometri zero” o, in ogni caso, con forti sconti. Nel 2016, dei 3,35 milioni di auto targate in Germania, 993.000 rientrano in questa casistica. E ci sono costruttori che, più di altri, impiegano questa canale: Alfa Romeo (48,6%) è fra queste. Ma incidenze alte sono state contabilizzate anche per Jeep (che punta all’1 percento di quota nel 2017), Honda e Opel, con oltre il 40%. Però il modello più scontato (31% di media rispetto al listino) è risultato Mitsubishi Space Star.

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