Home»News»Microlino, la Isetta rinata elettrica, sta per arrivare. Grazie anche a Tazzari

Microlino, la Isetta rinata elettrica, sta per arrivare. Grazie anche a Tazzari

0
Condivisi
Pinterest Google+

Microlino, la Isetta rinata elettrica, sta per arrivare. Grazie anche a Tazzari

La concorrenza nel campo delle auto elettriche è grande: dopo la Dyson è la volta della Micro Mobility Systems che si appresta a lanciare la Microlino. La prima, un’azienda britannica, produce aspirapolveri, la seconda, che è svizzera, fabbrica monopattini.

Le prime 500 Microlino entro la fine dell’anno

Due anni fa la società aveva esibito al Salone di Ginevra il prototipo della resuscitata Bmw Isetta (meno di 2,3 metri di lunghezza), nata in Italia nel 1953. A Zurigo è adesso stato esibito un modello molto realistico ormai prossimo alla versione di serie. Wim Ouboter, numero uno della Micro Mobility Systems, ha spiegato al quotidiano “Handelszeitung” che il modello è almeno al 95% quello che verrà commercializzato entro la fine dell’anno. A quanto pare sono già stati raccolte 4.600 prenotazioni, perché la società ha deciso di non aprire ufficialmente gli ordini. Assieme alla partner italiana Tazzari, la Micro Mobility Systems punta alla produzione di almeno 500-700 unità nella seconda parte del 2018.

Accordo con l’italiana Tazzari per la produzione

Fra le due aziende è stata siglata una joint venture in base alla quale Tazzari di Imola si occuperà della produzione di Microlino. “La società con la quale collaboriamo ha più esperienza di Elon Musk”, ha dichiarato Ouboter. “Noi fabbrichiamo auto da città, non batterie mobili”, ha aggiunto il manager. La Microlino a due posti e 450 chilogrammi di peso è accreditata di una velocità massima di 90 km/h. L’autonomia dichiarata raggiunge i 120 chilometri. Il prezzo dovrebbe aggirarsi attorno ai 12.000 euro. Le vendite dovrebbero cominciare a Zurigo e poi proseguire a Monaco di Baviera.

Articoli precedente

Gli automobilisti devono fare i conti con i rincari di IP e Q8

Articolo successivo

Abuso di posizione dominante: un miliardo di multa a Qualcomm