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Nuova multa per il dieselgate: 800 milioni ad Audi. Che non ricorrerà

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Nuova multa per il dieselgate: 800 milioni ad Audi. Che non ricorrerà

Il dieselgate comincia a costare anche in Germania, anche se molto meno negli Stati Uniti: Audi è stata sanzionata con una multa di 800 milioni. In giugno Volkswagen aveva accettato di pagare un miliardo in Bassa Sassonia, il Land che è anche suo azionista, dopo la decisione della Procura di Braunschweig.

La sanzione ad Audi inciderà anche sui risultati della Porsche Holding

Gli 800 milioni di multa ad Audi sono stati invece decisi dalla Procura di Monaco II. La casa dei Quattro Anelli verserà la somma senza ricorrere contro il provvedimento. La sanzione riguarda le irregolarità dei sistemi di abbattimento dei gas di scarico dei motori TDI V6 e V8. Come nel caso della casa madre, la sanzione è composta da 5 milioni (cifra massima) per la violazione delle norme e da una somma moto più importante (795 milioni) per gli illeciti vantaggi competitivi. La multa sbarra la strada ad ulteriori procedimenti da parte della Procura. La sanzione inciderà sui bilanci non soltanto di Audi, ma dello stesso gruppo. E, naturalmente, della finanziaria che controlla Volkswagen AG, cioè la Porsche Holding, che ha già ridotto di non meno di 900 milioni la previsione degli utili dopo le imposte.

Dibattito sull’impiego degli 800 milioni incassati dallo Stato che non ha controllato

Gli 800 milioni dovrebbero venire incassati dall’erario della Baviera, la regine più ricca della Germania. L’interrogativo riguarda la loro modalità di spesa: da una parte il governatore locale ha deciso di lanciare un’offensiva aerospaziale (Bavaria One) con un investimento quasi analogo all’importo della multa, dall’altra il successo dei Verdi (schizzati quasi al 18% nelle elezioni locali di domenica) dimostra quanto la popolazione sia tornata a prestare attenzione ai temi ambientali. Il dieselgate, tuttavia, dimostra le lacune della politica che adesso deve gestire ulteriori risorse derivate dalla propria “disattenzione”. Il tutto mentre gli automobilisti rischiano di non poter più impiegare i loro veicoli a gasolio per via dei divieti di circolazione. Giusto ieri le autorità dell’Assia avevano perquisito anche Opel.

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