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Multa di 1 miliardo a Volkswagen Group: la somma va al secondo azionista

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Multa di 1 miliardo a Volkswagen Group: la somma va al secondo azionista

Il mancato rispetto degli “obblighi di supervisione” costa una multa da un miliardo di euro al gruppo Volkswagen. Una sanzione importante contro la quale il colosso tedesco non farà ricorso. Si tratta del primo atto concreto della Procura di Braunschweig, quella che per prima ha cominciato le indagini sul dieselgate in Germania.

Volkswagen Group riconosce le responsabilità: non ricorrerà

Quella di Monaco II ha ufficialmente indagato l’altro giorno Rupert Stadler, il Ceo di Audi, dopo avergli anche perquisito l’abitazione privata. Il gruppo Volkswagen ha sei settimane di tempo per versare la somma nelle casse del Land della Bassa Sassonia. La regione è il secondo azionista della società e dispone anche del diritto di veto. I suoi rappresentanti siedono nel Consiglio di Sorveglianza. Accettando le proprie responsabilità, il colosso di Wolfsburg riconosce di non aver ottemperato ai previsti controlli. Ed è almeno curioso che chi doveva controllare, cioè lo stesso Land della Bassa Sassonia, finisca con il venire sostanzialmente “assolto” incassando anche i soldi. I legali sperano che la sanzione abbia ripercussioni positive sullo sviluppo delle altre vertenze che coinvolgono il gruppo. Tuttavia, solo 5 milioni riguardano la mancata supervisione.

995 milioni per bilanciare gli indebiti vantaggi

I restanti 995 milioni sono una sorta di risarcimento per gli indebiti vantaggi ottenuti con il software proibito che ha scatenato il dieselgate (quasi 11 milioni di veicoli coinvolti). Per Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, la multa “dimostra come l’Italia continui ad essere la Cenerentola anche d’Europa nella tutela dei diritti dei consumatori”. “Non solo la class action italiana ha le armi spuntate non essendo previsto il danno punitivo come negli Stati Uniti – ha aggiunto – ma nel nostro Paese le multe sono quasi sempre irrisorie ed inferiori all’illecito guadagno o al danno subito dalla collettività”. Nel Belpaese l’Antitrust ha comminato la sanzione massima possibile al gruppo, cioè 5 milioni di euro, ma Dona ha chiesto “un rafforzamento del potere sanzionatorio delle Authority”.

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