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Azionisti criticano governance Tesla? Musk: “Comprino titoli Ford”

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Gli investitori scommettono sul domani: per questo Tesla, che nel 2016 ha venduto poco più di un centesimo (76.000 modelli) delle auto commercializzate da Ford (6,3 milioni), il sesto costruttore al mondo, ha una capitalizzazione superiore all’Ovale Blu. E questo nonostante il forte indebitamento. Ma Elon Musk sa vendere bene il suo “sogno”, premiato con un valore di borsa oltre i 51 miliardi di dollari. Nel giro di pochi giorni ha scavalcato prima General Motors e poi Ford. Tanto che dopo si è perfino permettere una delle sue solite provocazioni, quella cioè di suggerire di acquistare i titoli dell’Ovale Blu.

Lo ha fatto con un tweet con il quale replicava ad alcuni azionisti di rilievo, tra i quali i fondi pensioni della città di New York, degli insegnanti della California e dello stato del Connecticut, che avevano osato mettere in guardia circa l’eccessivo potere dello stesso Musk in Tesla sollecitando la designazione di due membri indipendenti nel Consiglio di Amministrazione che non abbiano rapporti né personali né professionali con lui. L’obiettivo è quello di rendere più trasparente la catena di comando. Il riferimento non casuale è alla presenza di Kimbal, fratello di Elon, e di Brad Buss, il responsabile finanziario di Solar City appena acquisito da Tesla. Musk ha spiegato che presto verranno inseriti più amministratori indipendenti, ma che la scelta non dipende dalle nuove critiche. A quelle ha risposto “cinguettando” sarcasticamente: “Questi investitori dovrebbero comprare azioni Ford. La loro governance è formidabile…”.

Abituato a stare al centro dell’attenzione, Musk deve fare anche i conti con una nuova polemica che riguarda i posti auto. Pur avendo ingaggiato nuovo personale, Tesla non ha previsto parcheggi a sufficienza per il personale. Egli stesso ha definito in “incubo” la situazione, anche perché il problema ha assunto dimensioni preoccupanti tanto che scattano minacce di ritorsioni a mezzo “pizzini” sulle vetture in sosta. La soluzione prospettata è duplice: autobus dedicati e l’invito a usare la bicicletta. Quasi un paradosso per una società che fabbrica auto, anche se in realtà ogni notizia che riguarda Tesla contribuisce ad alimentarne la visibilità ed amplificare la curiosità per le sue attività, tanto che con un tweet (8,19 milioni di follower) Musk ottiene spesso più visibilità che altri costruttori con valanghe di comunicati stampa e costose campagne di comunicazione.

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