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Volkswagen Group è cambiato, nessun rilievo dal supervisore Thompson

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Larry Thompson, il supervisore americano di Volkswagen Group imposto dalle autorità per verificare le procedure dopo il dieselgate, non ha rilevato alcuna nuova irregolarità né per il marchio principale né per gli altri brand coinvolti nello scandalo. Lo ha reso noto lo stesso colosso tedesco citando la relazione finale. Le verifiche andranno avanti fino a settembre, in attesa anche della certificazione conclusiva.

Hiltrud Werner: “Orgogliosi dei passi avanti che abbiamo compiuto”

Il lavoro di “osservatore” di Thompson rientrava negli accordi tra Volkswagen Group e le autorità statunitensi in vista della “riabilitazione. La società non doveva solo pagare le multe e risarcire i clienti, ma anche modificare le proprie pratiche. “Siamo orgogliosi dei passi in avanti che abbiamo compiuto nel miglioramento del nostro sistema di conformità, di rendicontazione e monitoraggio”, ha dichiarato Hiltrud Werner, la responsabile del Controllo Interno. Thompson è stato nominato nel 2017.

Il dieselgate è costato almeno 31,3 miliardi di euro a Volkswagen Group

In termini economici, senza contare quelli di immagine, il dieselgate è costato almeno 31,3 miliardi di euro al gruppo Volkswagen. Che non ha ancora potuto chiudere completamente tutti i contenziosi e che, anzi, rischia di doverne fronteggiare ancora. Soprattutto in Europa. E tuttavia l’assenza di rilievi da parte di Larry Thompson, che tra le altre cose è stato Procuratore Generale degli USA con George W. Bush tra il 2001 ed il 2003, significa molto per l’azienda. Che ha (quasi completamente) assolto un impegno gravoso.

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