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NEW HOLLAND CONSTRUCTION/ Ripristinata la strada sommersa dalla lava nel 2006

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TORINO – I mezzi della New Holland Construction, azienda del Gruppo Fiat e leader mondiale nel settore delle macchine movimento terra, hanno lavorato per circa un mese in condizioni eccezionali, arrampicandosi fin sotto la bocca principale dell’Etna, in Sicilia, a quota 3300 metri. Si sono fatti strada tra le imponenti colate laviche che in questi ultimi anni hanno ricoperto le pendici del più grande vulcano attivo d’Europa. Ma soprattutto hanno riaperto la strada sommersa dalla lava durante l’ultima eruzione del 2006. Si è appena concluso, infatti, un importante progetto che New Holland Construction ha avviato alla fine di giugno in collaborazione con l’Ente Parco e la Funivia dell’Etna. In un’atmosfera quasi lunare, hanno lavorato per circa un mese due escavatori cingolati, l’E485 e l’ E215B, realizzati nello stabilimento di San Mauro, più una pala gommata, il W190B, prodotto nello stabilimento di Lecce. Ai tre veicoli che New Holland Construction ha concesso in comodato d’uso gratuito, si è affiancato un camion Iveco Trakker. I mezzi sono stati utilizzati per il ripristino di alcune infrastrutture sciistiche travolte dalle ultime eruzioni vulcaniche riprese nel 2000, quando la polvere nera venne trasportata dai venti fino in Libia. L’E485 è servito per le operazioni di sbancamento mentre l’E215B si è adattato alla perfezione ai lavori di rifinitura e all’eliminazione della parte di detriti lavici presenti sopra il cuore di basalto. Per livellare le piste e per portare materiale di rifinitura a 2500 metri di quota è stata invece utilizzata una pala gommata, il W190B. “E’ stato un lavoro imponente e gravoso. I mezzi hanno lavorato su un terreno impervio, a quota 3300 metri – spiega Riccardo Antico, responsabile New Holland Construction del Mercato Italia – Ma le nostre macchine si sono dimostrate all’altezza delle aspettative. Lavorare per la salvaguardia e per il recupero di un ambiente così eccezionale, è per noi motivo di vanto oltre che di pubblica utilità per l’intera comunità”. I giganti della New Holland Construction sono poi riusciti a riaprire la strada che nel 2006 era stata sommersa da un’enorme colata. Sotto 500 metri di lava solidificata, si nascondeva infatti l’unico corridoio di collegamento tra il versante Nord e quello Sud del vulcano, punto nevralgico in caso di emergenza. In pochi minuti si raggiungono i due versanti dell’Etna e per chi fa monitoraggio si tratta dell’unica via di fuga. Ora, quella strada così importante per il primo soccorso, è tornata a vedere la luce.

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