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Dieselgate, niente processo a Diess e Pötsch: pagano 9 mln alla Procura

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Herbert Diess e Dieter Pötsch, Ceo e presidente del Consiglio di Sorveglianza di Volkswagen Group, avranno un pensiero in meno: a quanto pare hanno raggiunta un’intesa da 9 milioni di euro con la Procura di Braunschweig che li accusava di aver manipolato il mercato in occasione del dieselgate.

Cifra stratosferica, ma non per Diess che per il 2018 ha percepito 8,5 mln

I due top manager, all’epoca ancora responsabili del marchio Volkswagen e numero uno delle finanze del gruppo, non avrebbero informato adeguatamente gli investitori delle conseguenze dello scandalo sul bilancio. E nemmeno delle possibili sanzioni cui il costruttore sarebbe andato incontro negli Stati Uniti. Finora il colosso di Wolfsburg ha dovuto sborsare oltre 30 miliardi di euro per via del dieselgate. L’accordo da 4,5 milioni a testa è stato confermato da un portavoce del costruttore tedesco. Per i comuni mortali si tratta di una cifra stratosferica. Per Diess, invece, ammonta a poco più della metà di quanto ha percepito nel 2018, attorno agli 8,5 milioni.

Nel 2014 Ecclestone aveva evitato la sentenza in Germania con 100 mln di dollari

La formalizzazione delle accuse risale al settembre del 2019. Anche l’ex Ceo di Volkswagen Group Martin Winterkorn è coinvolto nello stesso filone dell’inchiesta, ma per quanto lo riguarda non sono trapelate indiscrezioni circa un’intesa analoga. La chiusura concordata del procedimento confermerebbe le tesi dei consulenti legali della società che hanno sempre escluso le responsabilità dei manager. Nel 2014, alla viglia della sentenza da parte di un Tribunale di Monaco di Baviera, l’ex patron della Formula 1 Bernie Ecclestone aveva offeso quasi 100 milioni di dollari per fermare il processo. Era accusato di corruzione. La giustizia costa, ma c’è chi se la può permettere.

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