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Nemico di Ghosn, il Ceo di Nissan Saikawa ha ricevuto compensi “gonfiati”

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Nemico di Ghosn, il Ceo di Nissan Saikawa ha ricevuto compensi “gonfiati”

Nissan è senza pace: da anni i vertici gestiscono più emergenze interne che nuove strategie, con inevitabili ricadute sui bilanci e occupazione. Il costruttore di Yokohama era stato scosso dallo scandalo sulle ispezioni irregolari e successivamente risucchiato dal “caso” Ghosn. Che, in qualche modo, adesso riguarda anche il suo successore Hiroto Saikawa. Il nuovo Ceo è un grande “nemico” del manager dalla triplice cittadinanza in attesa di processo.

Saikawa si è dichiarato “profondamente dispiaciuto” per l’imbarazzo creato

Secondo quanto riferisce Automotive News, assieme ad altri dirigenti, Saikawa avrebbe percepito compensi “gonfiati”. Il pagamento di una parte degli emolumenti non rispetterebbe le soglie previste dei regolamenti di Nissan. Saikawa ha ammesso il fatto e si è dichiarato “profondamente dispiaciuto” per l’imbarazzo creato. Il top manager ha spiegato di aver ritenuto che il calcolo dei pagamenti fosse regolare. Il sistema di calcolo, che secondo una fonte anonima include decine di milioni di yen attraverso uno schema premiante azionario che avevano inguaiato lo stesso Carlos Ghosn, viene però attribuito propio all’era del ripudiato top manager. Un’inchiesta interna ha rivelato le irregolarità. La posizione di Saikawa alla guida di Nissan è sempre più debole.

I manager che “ignorano”: prima che in Nissan era successo a Winterkorn

La sua riconferma, in giugno, è avvenuta con la percentuale più bassa fra gli 11 top manager che il costruttore ha avuto. Eventuali sanzioni disciplinari nei confronti del Ceo e degli altri manager verranno discussi prossimamente. Questo nuovo caso conferma i “curiosi” scenari degli scandali industriali (e non solo). Almeno stando alle dichiarazioni ufficiali, dirigenti con grandi responsabilità non sanno, non ricordano, non conoscono. Un recente precedente importante è quello di Martin Winterkorn. Il pagatissimo ex Ceo di Volkswagen ha sempre escluso di essere a conoscenza della frode relativa alle emissioni che ha condotto al dieselgate. E questo nonostante fosse un ingegnere e volesse conoscere ogni dettaglio tecnico delle auto. E Saikawa, dopo uno scandalo che – nell’azienda che dirige – coinvolgeva proprio i meccanismi sui compensi ed i premi, ignorava il calcolo dei suoi emolumenti.

 

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