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Nissan licenzia Carlos Ghosn e Greg Kelly. Alleanza con Renault in bilico

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Carlos Ghosn non è più il presidente di Nissan. In una seduta straordinaria, il Consiglio di Amministrazione lo ha sollevato dall’incarico e allontanato dalla società. Lo stesso destino è toccato a Greg Kelly, representative director. Il manager brasiliano di origini libanesi era stato arrestato lunedì ed i magistrati hanno prolungato il fermo di 10 giorni, fino al 30 novembre.

Il 64enne manager brasiliano di origini libanesi rischia fino a 10 anni

Prima della formalizzazione delle accuse, le autorità possono richiedere un secondo prolungamento di 10 giorni della custodia cautelare. Se le contestazioni trovassero conferme Ghosn rischia fino a 10 anni di carcere. Un vero e proprio terremoto per il mondo dell’auto. Le accuse nei confronti di Ghosn non riguardano solo la dichiarazione di stipendi troppo bassi. Il manager avrebbe anche acquistato abitazioni in varie città attraverso una controllata olandese e le avrebbe impiegate per uso personale. Avrebbe anche fatto assumere la sorella come consulente senza che questo incarico abbia portato risultati.

L’arresto di Ghosn cambia gli equilibri giapponesi nel mondo dell’auto

Nissan e il Giappone si liberano così del solo manager straniero che occupava un ruolo di spicco nel mondo dell’automotive. Come Honda, che però ha scelto sinergie “ad assetto variabile”, nemmeno Nissan gravita nell’orbita di Toyota con la quale collaborano invece Suzuki, Mazda e Subaru. Mitsubishi, controllata da Nissan, non ha ancora deciso le sorti di Ghosn, che era presidente della casa dei Tre Diamanti. Lo scandalo arriva quasi “provvidenzialmente” per il costruttore nipponico, che con Ghosn ed assieme a Renault e Mitsubishi era diventata il primo costruttore a livello mondiale. In ballo c’è da tempo la sua successione che, di fatto, significa anche la possibile revisione dell’Alleanza.

Tempi duri per i top manager dell’automotive

Ghosn, il “killer dei costi” (tranne i suoi, a quanto pare), spingeva per sinergie sempre più importanti. Una strategia non sempre digerita con entusiasmo in Giappone. Renault ha chiesto informazioni sul “caso Ghosn” a Nissan facendo appello ai principi di “fiducia e trasparenza”. Nel frattempo ha affidato pieni poteri a Thierry Bollorè per assicurare l’operatività esecutiva. Per i top manager dell’auto i tempi sono duri. Martin Winterkorn, già numero uno del gruppo Volkswagen, è da tempo caduto in disgrazia, Rupert Stadler, ex Ceo di Audi, ha potuto lasciare il carcere dopo 4 mesi di detenzione preventiva a fine ottobre. Due ex dirigenti VW sono già stati condannati negli Stati Uniti ed altri manager del gruppo sono stati arrestati in Germania. E adesso è la volta di Ghosn, in stato di fermo in un paese (per lui) straniero.

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