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I lavoratori (fuori dal Giappone) pagano il conto delle difficoltà di Nissan

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I lavoratori (fuori dal Giappone) pagano il conto delle difficoltà di Nissan

Saranno i lavoratori di Nissan a pagare la forte flessione degli utili, che nel primo trimestre del nuovo esercizio (aprile-giugno) sono calati del 90%. Il costruttore giapponese starebbe pianificando la soppressione di altre 5.200 posizioni per migliorare la propria redditività. I tagli si aggiungerebbero a quelli già progettati all’inizio dell’anno (4.800 posti).

Potenzialmente a rischio il 7% dell’intera occupazione del costruttore

Se l’operazione dovesse trovare conferma significherebbe il sacrificio del 7% degli occupati a livello globale. Come quasi tutti i costruttori, anche Nissan avrebbe deciso di intervenire soprattutto fuori dai confini nazionali. Il sito britannico di Sunderland è fra quelli che rischiano di più, anche per via delle incertezze legate alla Brexit. Nissan ha già deciso di non produrre nel Regno Unito la X-Trail. C’è preoccupazione anche fra i lavoratori dell’impianto di Barcellona visto che Nissan sta preparando la fine della produzione dell’NV200.

Troppi “cantieri” aperti in Nissan. E le difficoltà in seno all’Alleanza non aiutano

E visto che Mercedes sembra intenzionata a chiudere l’esperienza della Classe X, che viene fabbricata nello stabilimento catalano. I problemi del costruttore giapponese sono legati alle conseguenze dei due casi che ha dovuto affrontare nell’ultimo anno e mezzo. Uno riguarda le irregolarità sulle ispezioni delle vetture e l’altro l’arresto dell’ex Ceo Carlos Ghosn. Le difficoltà nelle relazioni con Renault nell’ambito dell’Alleanza sono ulteriore benzina sul fuoco della “crisi”. Che è anche legata alle scelte compiute su alcuni modelli.

 

 

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