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Più del mega richiamo, su Nissan grava il sospetto di aver falsificato le carte

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Su Nissan grava il sospetto di aver falsificato la documentazione relativa ai controlli conclusivi sulla sicurezza di 60.000 auto. Cioè quelle per le quali è scattato il divieto di immatricolazione. Lo rivela l’agenzia giapponese Kyodo riferendosi a fonti interne, naturalmente anonime.

Nissan rischia un duro colpo all’immagine

Per Nissan sarebbe un colpo durissimo all’immagine, soprattutto dopo aver beneficiato del crollo di quella di Mitsubishi, della quale ha poi assunto il controllo. Il caso è legato al richiamo di 1,2 milioni di veicoli annunciato nei giorni scorsi che dovrebbe comportare un costo attorno ai 190 milioni di euro. Sono coinvolte nella campagna anche tutte le 360 mila auto commercializzate in Giappone nel 2016. Un’indagine dovrà valutare se l’operazione è stata intenzionale, e quindi premeditata, oppure se si è trattato di un errore. Nissan avrebbe cercato di mascherare il fatto che i controlli finale sono stati eseguiti da personale con una qualificazione non sufficiente.

Verifiche nei sei stabilimenti giapponesi

Il costruttore ha fatto sapere che la commissione di cui fanno parte anche terzi dovrebbe essere in grado di fornire i primi risultati entro la fine del mese. Le autorità avevano scoperto che qualcosa non quadrava nel corso di alcuni controlli. Nel frattempo hanno effettuato sopralluoghi in tutti e sei gli stabilimenti giapponesi di Nissan. Per la casa nipponica, che fa parte dell’Alleanza con Renault la serietà del problema dipenderà dal tipo di condotta che verrà accertato. Il caso ha avuto ripercussioni sulla quotazione, che era scivolata ai minimi da aprile.

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