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La Corte Europea di Giustizia boccia il pedaggio tedesco per i soli stranieri

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La Corte Europea di Giustizia boccia il pedaggio tedesco per i soli stranieri

Il pedaggio non s’ha da fare: la Corte Europea di Giustizia ha giudicato discriminatoria la norma della Germania. Su pressione della CSU, il partito cristiano sociale della Baviera alleato di governo di Angela Merkel, i ministri federali dei trasporti avevano lavorato ad un progetto (poi diventato legge) per far pagare le autostrade ai soli automobilisti stranieri.

La Germania aveva già evitato la procedura d’infrazione

La Commissione Europa aveva anche aperto una procedura d’infrazione, poi rientrata dopo le modifiche apportate al dispositivo. La vicenda era cominciata nel 2013, quando il pedaggio per gli stranieri era diventato il progetto qualificante della campagna elettorale della CSU. Pur di evitare aggravi di costi per i tedeschi, la norma prevedeva l’inclusione del balzello nella KfZ, la tessa di circolazione. Dalla quale sarebbe poi stata dedotta la stessa cifra: un artificio normativo a importo (quasi) zero. Per ottenere il via libera comunitario, la Germania aveva concesso variazioni, in particolare a vantaggio dei veicoli meno inquinanti.

Austria e Paesi Bassi avevano fatto ricorso contro il pedaggio

E con la possibilità da parte degli automobilisti stranieri di acquistare tagliandi (le cosiddette “vignette”) a minori costi e per periodi più brevi. Alcuni governi avevano sollevato l’ipotesi di un atteggiamento discriminatorio nei confronti dei cittadini comunitari. I giudici del tribunale di Lussemburgo hanno dato ragione ad Austria e Paesi Bassi, che avevano “impugnato” la legge. Che è costata non meno di 40 milioni in consulenze e pareri (e diversi esperti avevano anche mesoni dubbio l’entità delle entrate). Non solo: il bilancio federale aveva già incluso le stimate entrate pari a mezzo miliardo di euro. Quello che alla politica (almeno ad una certa parte) sembrava regolare, in base al buon senso non lo era affatto. E la Corte Europea di Giustizia ha fatto chiarezza.

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