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Peugeot 2008 DKR, la trazione posteriore batte il 4X4 alla Dakar

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Peugeot ha vinto la Dakar 2016 con la 2008 DKR guidata da Stephane Peterhansel. E la cosa è nota. Non tutti sanno però che il prototipo che il Leone ha schierato nella massacrante competizione fra dune e difficoltà di ogni genere fosse a trazione posteriore. Sì, avete letto bene: la trazione è sul solo retrotreno, mentre il motore è in posizione posteriore centrale, come sulle Formula 1. Incredibile? Sì, ma solo per chi non segue da vicino la Dakar: l’anno scorso, al debutto, la 2008 DKR aveva infatti già dato prova di competitività e affidabilità

Il “trucco” di Peugeot è stato, prima di tutto, di prendersi la briga di studiare approfonditamente il regolamento tecnico: il capo di Peugeot Sport Bruno Famin e i suoi uomini hanno scorto diversi vantaggi per le auto 2WD: non solo possono utilizzare pneumatici molto più grandi rispetto a quelli delle 4WD e sospensioni dall’escursione nettamente maggiore, ma anche uno sbalzo anteriore praticamente inesistente. In altre parole, grazie alla minima porzione di carrozzeria oltre le ruote anteriori, la Peugeot 2008 DKR è capace di scalare un muro; o quasi.

Il bello è che la Peugeot 2008 DKR non è “solo” efficacissima, ma è anche la più spettacolare di tutte: grazie proprio alla trazione posteriore e alla bassa aderenza dei fondi della Dakar, i traversi di Loeb, Peterhansel, Sainz e Despres, gli altri se li sognano. A mettere in risalto le lunghissime derapate dei quattro piloti Peugeot c’è anche la notevole altezza da terra del prototipo Peugeot e il conseguente, macroscopico, rollio che si innesca.

Come sempre, quando si vince una competizione motoristica, è tutto il pacchetto che conta e non solo una parte di esso: oltre all’auto, quindi, ci vogliono anche piloti all’altezza. E Peugeot non ha badato a spese. Il primo che è obbligatorio citare è il vincitore, Peterhansel, che con questa affermazione mette in bacheca la dodicesima Dakar: sei in moto e sei in auto. Che dire di Loeb? Il 9 volte campione del mondo WRC è quello che ha dato dimostrazione di maggiori lampi di classe, prima che un mega ribaltone della sua Peugeot 2008 DKR ponesse fine ai suoi sogni di gloria. Appuntamento al 2017… Grande anche Carlos Sainz, che dimostra come l’età (quest’anno sono 54) è nulla, quando di mezzo ci sono passione, dedizione, talento e serietà. Peccato che anche contro la sfortuna si possa fare poco: la sua gara è stata compromessa da un grave guasto tecnico. Infine, Cyril Despres, altro campionissimo delle due ruote, qui navigato dall’esperto Castera, ha messo in mostra una gran voglia di imparare: per lui nessun acuto (zero vittorie di tappa), ma la grande esperienza portata a casa, da mettere a frutto nei prossimi anni, gli permetterà di fare meglio del 7° generale del 2016.

A questo punto una domanda sorge spontanea: a parità di regolamento tecnico – ammesso cioè che la FIA non bilanci le prestazioni con qualche limitazione in più per le 2WD – la trazione integrale è giunta al capolinea per la Dakar? Non è detto, anche perché Mini e Toyota hanno chiuso al secondo e terzo posto, rispettivamente con Nasser Al-Attiyah e Giniel De Villiers. La Mini, in particolare, va segnalato che ha portato a casa un secondo e un quarto posto importantissimi. Staremo a vedere

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