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FCA/ Così parlò Marchionne: piano da 55 mld e 8 nuove Alfa Romeo

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Detroit (Stati Uniti) – Marchionne ha parlato. E ha smentito alcune indiscrezioni. Tipo lo scorporo di Alfa Romeo, che verrà rilanciata con investimenti per 5 miliardi di euro e non 4, ma ben 8 nuovi modelli. L’amministratore delegato di Fiat Chrysler Automobiles (FCA) ha chiarito che “Ferrari non è in vendita”: sarebbe una notizia il contrario, considerando che il Cavallino porta utili e fa immagine. Marchionne ha anche assicurato che “nessun lavoratore italiano” perderà il posto di lavoro.

 

Grandi proclami per un faraonico piano da 55 miliardi (più o meno la stessa portata di quello annunciato dal colosso Volkswagen per il triennio 2013-2015) che dovrebbe consentire al gruppo – adesso veramente globale – di raggiungere i 7 milioni di veicoli prodotti entro il 2018 (l’anno nel quale i tedeschi vorrebbero superare Toyota). Un piano non solo faraonico, ma anche ambizioso con il quale il gruppo dovrebbe riuscire a realizzare il sogno di ogni costruttore: sfruttare al 100% la capacità produttiva degli stabilimenti. Nel caso di FCA quelli italiani (adesso utilizzati al 53%) ed europei (66%). La colossale operazione d’immagine (si tratterà poi di capire quanto il progetto abbia convinto anche gli analisti) riferisci gli obietti produttivi: vendere le auto sarà poi un’altra cosa, anche se la trimestrale è positiva e premia il gruppo soprattutto per i marchi di lusso.

 

I soli volumi di Alfa Romeo dovrebbero schizzare dalle 74.000 unità del 2013 alle 400.000. Entro la fine del prossimo anno debutterà un’auto del Biscione di segmento C, seguita da altri due modelli compatti, da uno di classe superiore, dall’attesa nuova ammiraglia e da due suv (e non uno soltanto). Circa la… “ottava meraviglia” nessuna indicazione. La produzione resterà italiana perché i costi di trasporti non dovrebbero incidere sui margini del brand posizionato diversamente. Più contenuta la previsione per Fiat: dal milione e mezzo di vetture dello scorso anno si dovrebbe arrivare a quota 1,9 milioni con un notevole rinnovamento della gamma (inclusa 500X e, fra gli altri modelli, la nuova Barchetta, cioè la roadster realizzata su base Mazda, nonché, nel 2018, la nuova Panda) e crescite significative nell’area Asia-Pacifico e stabili nella zona Emea (Europa Medio Oriente Africa). Maserati dovrebbe arrivare a 75.000 auto grazie al lancio di altre 6 vetture, tra le quali Alfieri coupé e cabrio ed il suv Levante. Ferrari resterà a quota 7.000 unità l’anno (al massimo a 10.000, ma solo con aumenti in mercati specifici), ma per scelta del costruttore. Che stima il valore del Cavallino in 9 miliardi, mentre gli analisti arrivano alla metà. Ferrari rimarrà in Formula 1 e dovrebbe lanciare un nuovo modello l’anno.

 

Il futuro di FCA è legato ai volumi di Jeep, che dovrebbero più che raddoppiare ed arrivare a 1,9 milioni (già entro quest’anno il marchio punta al milione) anche grazie all’Italia: perché con la realizzazione della visione di Marchionne lo stabilimento italiano di Melfi produrrà 200.000 Jeep Renegade l’anno. È previsto che i siti produttivi passeranno da 4 a 10 ed i paesi in cui sono dislocati da 4 a 6. Nel 2016, in o

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