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Renault in crisi, silurato Bollorè scatta la revisione degli obiettivi. Al ribasso

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Cacciato Carlos Ghosn e silurato il suo successore, Thierry Bollorè, Renault deve concentrarsi sui conti più che sulle persone. Perché, come hanno peraltro già fatto altri costruttori, anche il gruppo francese deve rivedere gli obiettivi per il 2019. In una nota, la Losanga motiva la decisione  con “una congiuntura meno favorevole del previsto” ed “un contesto normativo che richiede spese sempre più elevate”.

Fatturato scenderà del 3 o 5% anziché rimanere stabile. Margine operativo al 5%

Il fatturato, finora stimato in linea con lo scorso anno, scenderà del 3 o 4%. La ricaduta negativa dei volumi sul margine operativo è inevitabile: dovrebbe attestarsi attorno al 5% contro il 6% previsto. Ma, soprattutto, informa la nota di Renault, “il nuovo team di direzione riconsidera anche gli obiettivi del piano a medio termine Drive the Future”. Seppur ad interim, la guida del gruppo è stata affidata ad una donna, Clotilde Delbos, finora responsabile finanziaria e verosimilmente la seconda donna più influente del mondo dell’auto dopo Mary Barra, Ceo di General Motors. L’urgenza di questa revisione risponde a criteri normativi sulla trasparenza a beneficio degli azionisti, fra i quali c’è anche lo Stato francese.

I possibili rimpianti di Renault per la fusione mancata con FCA

Ma risponde forse anche ad altre necessità, che riportano indietro di qualche mese. Cioè a quando il gruppo Renault aveva respinto l’offerta di fusione avanzata (e poi ritirata) da FCA. Bollorè, rimasto al suo posto meno di un anno, a quanto pare è stato silurato per non aver sostenuto il progetto, peraltro non troppo ben visto dallo stesso ministro dell’economia Bruno Lemaire. La realtà è che adesso il costruttore francese si trova a dover rimpiazzare il proprio numero uno nel pieno di una crisi dell’Alleanza (il futuro nuovo Ceo di Nissan sembra tuttavia essere “fedele” alla cooperazione) ed a dover rivedere i propri obiettivi. Nel terzo trimestre di quest’anno il fatturato è sceso dell’1,6% rispetto allo stesso periodo del 2018 (11,3 contro 11,5 miliardi di euro). La flessione del solo settore auto è stata ancora più significativa: -3,9%.

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