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Renault, finita l’era dell’uomo solo al comando. Senard per l’Alleanza

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Renault, finita l’era dell’uomo solo al comando. Senard per l’Alleanza

Renault ha deciso: non più un uomo solo al comando. Il CdA del costruttore francese di cui lo stato francese è azionista con il 15% ha ufficializzato le indiscrezioni che si rincorrono da giorni. Le funzioni che aveva il dimissionario Carlos Ghosn sono state separate, secondo quelli che erano gli auspici del ministro delle finanze transalpino.  Nei giorni scorsi Bruno Le Maire aveva chiesto una guida “nuova e sostenibile”. Jean-Dominique Senard è stato cooptato alla presidenza del Consiglio di Amministrazione e Thierry Bollorè è stato nominato direttore generale.

Senard “principale interlocutore” di Renault per Nissan e Alleanza

Quest’ultimo “coordinerà per l’azienda le attività dell’Alleanza in campo operativo, sotto l’autorità del presidente”, informa una nota. L’Alleanza Renault Nissan, l’operazione di cui Ghosn è stato il regista, è oggetto di un “braccio di ferro”. Il CdA vuole essere più coinvolto nella gestione della cooperazione e ha deciso di “affidare al suo presidente la piena responsabilità della direzione dell’Alleanza per conto di Renault”. Naturalmente in “stretto rapporto con il direttore generale”. Il presidente è stato indicato come il “principale interlocutore del partner giapponese e degli altri partner dell’Alleanza”. La responsabilità vale “per ogni discussione relativa all’organizzazione e all’evoluzione dell’Alleanza“.

Evoluzione della governance per la prossima assemblea degli azionisti

Dovrà proporre al CdA “ogni nuovo accordo relativo all’Alleanza che giudicherà utile per l’avvenire di Renault”. Insomma: Senard diventa il referente principale nelle relazioni con Nissan, società presso la quale rappresenterà Renault negli organi direttivi. Renault ha un diritto propositivo in Nissan. Senard, in qualità di presidente, dovrà anche “valutare e, nel caso, far evolvere la governance di Renault al fine di garantire la transizione verso la nuova struttura”. L’ex top manager di Michelin dovrà presentare delle proposte “in merito all’evoluzione della governance prima della prossima assemblea generale degli azionisti”.

 

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