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RENAULT TRUCKS / L'evoluzione "verde" dei camion

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Milano – Considerato causa di molti mali, se non di tutti, perché troppo grosso, troppo rumoroso e troppo inquinante, il camion è indispensabile alla società: in Europa, le merci sono trasportate con i camion per più dell’80%. L’industria camionistica, consapevole di questa responsabilità, si è impegnata sulla strada dell’innovazione: motori diesel con consumo sempre più basso, gestione elettronica, norme sulle emissioni inquinanti sempre più rigide ed energie nuove. Alla fine, gli attuali automezzi non hanno più niente a che vedere con quelli di ieri. Renault Trucks, lanciando sul mercato dei veicoli più rispettosi dell’ambiente, meno rumorosi e più adatti alle missioni cui sono destinati, intende ridare lustro alla professione del trasporto stradale. Se in futuro, in città, ce ne saranno sempre di più con propulsori elettrici, ibridi o a gas naturale, quelli con motori diesel resteranno sulle strade ancora a lungo. Ecco perché, Renault Trucks, invece di una società “miraggio” senza camion, propone ai suoi clienti e all’intera società soluzioni in cui tecnologie e organizzazioni esistenti sono spinte al massimo. In poche parole: mette il camion giusto, al posto giusto con il propulsore giusto. Il mondo dei trasporti viene confrontato ad una sfida ambientale immensa: per raccogliere questa sfida Renault Trucks pensa che non esista una soluzione unica. I suoi sforzi si concentrano sulla riduzione dei consumi sullo sviluppo di soluzioni alternative come i propulsori a GNV, quelli elettrici o ibridi. La scelta di una di queste tecnologie verrà fatta dal cliente, in funzione dell’utilizzo del veicolo. Renault Trucks propone, quindi, varie alternative. Intanto, ecco alcuni esempi sull’evoluzione dei camion: il consumo è calato quasi del 40% in 30 anni e il livello sonoro è diminuito di 11 dB da 30 anni a questa parte. Capitolo sicurezza: in Italia, i camion coinvolti in incidenti stradali nel 2008 sono stati il 7,3% del totale dei veicoli (oltre 411.000) implicati in sinistri che hanno causato morti e feriti. Le auto si sono attestate invece al 66,4% (sempre sul totale dei veicoli coinvolti). Di fatto, il 6,2% dei morti per incidenti stradali e il 3,7% dei feriti derivano da sinistri che, in qualche misura, vedono coinvolti i camion. Per le automobili, le percentuali sono, rispettivamente del 51,8% e 61,3%. Gli autocarri per trasporto merci rappresentano l’8,2% del totale del parco veicoli circolante in Italia (quasi 48 milioni di unità). Nei veicoli di mtt superiore a 6 tonnellate l’incidenza dei sinistri con danni alle persone è passata dall’11,75% del 2006 al 7,21% del 2008. Ancora più marcata la diminuzione della frequenza dei sinistri che vedono coinvolti i camion oltre le 6 ton: 43,7% nel 2004 e 23,9% nel 2008

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