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ChaoJi, accordo tra Cina e Giappone per lo standard di ricarica ultraveloce

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ChaoJi, accordo tra Cina e Giappone per lo standard di ricarica ultraveloce

La sfida elettrica non riguarda solo le auto, ma soprattutto le batterie (una sorta di monopolio asiatico, cinese in particolare) e la ricarica, come conferma l’intesa tra CHAdeMo e CEC sul sistema ChaoJi. Il primo è il consorzio nipponico che ha sviluppato il sistema Charge de Move per i veicoli a zero emissioni, il secondo è il sodalizio elettrico del Regno di Mezzo che amministra lo standard GB/T (Guobiao).

Il nuovo sistema arriva a 900 kW contro i 350 del CCS europeo

Il terzo è il nome di un nuovo standard per la ricarica. Giappone e Cina si sono accordati su una nuova presa comune con la quale aprono la strada ad una concorrenza inedita con i costruttori europei. Nel Vecchio Continente si usa il sistema CCS (Combined Charging System). La novità asiatica riguarda le alte prestazioni del rifornimento che superano di due volte e mezzo il livello in uso in Europa. Il nuovo standard rapidissimo con ambizioni globali arriva a 900 kW (900 Ampere, 1.000 Volt), mentre quello CCS si ferma a 350.

Gli standard CHAdeMO e GB/T coprono il 90% delle stazioni di ricarica

Per il momento, solo Tesla “balla da sola” e dispone di un sistema esclusivo, anche se offre altre soluzioni di ricarica a seconda dei mercati. Il nuovo standard sino-nipponico potrà venire impiegato indistintamente nei due paesi. Ma considerati i mercati d’influenza – a cominciare da quello americano – è evidente che una simile intesa ha ricadute molto più importanti. E, infatti, CHAdeMo (8.000 stazioni di rifornimento in Europa) e GB/T valgono assieme già il 90% della struttura di ricarica mondiale. C’è da chiedersi se l’Europa possa permettersi di investire e insistere su un sistema che sembra destinato a soccombere.

 

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