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Richiamo per 200.000 Bmw in Cina, sempre per gli airbag Takata

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La marea di richiami legati agli airbag di Takata è un’onda lunga senza fine, come conferma la nuova campagna che Bmw è costretta ad avviare in Cina, come ha reso noto l’agenzia cinese per la supervisione controllo della qualità, la Aqsiq. La casa bavarese deve far tornare nelle officine del Regno di Mezzo almeno 200.000 auto per una verifica ed un’eventuale sostituzione dei dispositivi “difettati”. Nel caso dei modelli del costruttore di Monaco di Baviera, è stato rilevato il rischio che gli airbag forniti da Takata possano esplodere con eccessiva violenza con la possibilità che le schegge del rivestimento diventino pericolose per l’incolumità degli occupanti.

Recentemente era diventato di dominio pubblico che anche modelli di costruttori di lusso – come l’italiana Ferrari – avevano dovuto fare i conti con i problemi ai cuscinetti salvavita della società giapponese. Gli esperti stimano ormai un totale attorno ai 100 milioni di veicoli richiamati per via degli airbag di Takata. Finora sono stati accertati 13 morti e centinaia di feriti. Le colossali campagne di questi anni potrebbero mettere a rischio l’esistenza stessa della società giapponese, circa il cui futuro erano circolate voci inquietanti, perfino un possibile fallimento, che poi non si è verificato.

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