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Salone di Ginevra a rischio nel 2021, gli espositori spingono per il 2022

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I principali espositori del Salone di Ginevra hanno sollecitato la Fondazione che organizza l’evento a prevedere la 90° edizione saltata in marzo direttamente per il 2022. Il futuro della rassegna è “molto incerto”, come scrive lo stesso organismo, che aveva recentemente anche nominato Sandro Mesquita quale nuovo direttore.

La situazione finanziaria della Fondazione GIMS si è notevolmente indebolita

I mancati incassi dell’evento hanno affossato i bilanci della Fondazione del Geneva International Motor Show (GIMS), che aveva chiesto alle autorità cantonali un sussidio. “La situazione finanziaria della Fondazione incaricata di organizzare il GIMS si é notevolmente indebolita”, ha fatto sapere la Fondazione. Secondo gli organizzatori, le condizioni imposte dal Consiglio di Stato di Ginevra sono in contrasto con gli statuti dell’organizzazione. Per questo la Fondazione ha deciso di rinunciare al prestito. Che sarebbe stato di 16,8 milioni di euro, circa 15,9 milioni di euro.

Il Salone di Ginevra vale un indotto attorno ai 200 milioni di franchi svizzeri

Il mondo dell’auto sta cercando di riprendersi dagli effetti della pandemia ed è comprensibile che i costi della partecipazione al Salone di Ginevra (o altri) vengano attualmente giudicati non indispensabili. Anche perché le case hanno cercato nuovi canali per dialogare con i potenziali clienti e con gli stessi giornalisti. Il più importante salone europeo dell’auto rischia insomma di essere escluso dal calendario nel 2021. Per l’area di Ginevra è una perdita significativa perché l’indotto è stimato in 200 milioni di franchi elvetici (189 milioni di euro).

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