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SAMOTER/ Convegno «Qualità delle imprese condizione essenziale per la sicurezza», promosso da Ance

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VERONA – «Abbiamo i cantieri tra i più sicuri d’Europa e le sanzioni troppo pesanti del Testo unico sulla sicurezza non ci piacciono per niente». Questo, in estrema sintesi, il pensiero del presidente dell’Ance (Associazione nazionale costruttori edili) Paolo Buzzetti espresso a Samoter, il Salone internazionale triennale delle macchine movimento terra, da cantiere e per l’edilizia (in programma fino a domenica a Veronafiere), nel corso del convegno «Qualità delle imprese condizione essenziale per la sicurezza», promosso da Ance nazionale e da Ance Verona. Del testo unico sulla sicurezza approvato ieri», ha affermato Buzzetti al Safety Day di Samoter, «non ci piacciono la fretta con cui è stato varato e l’appesantimento delle sanzioni che contiene». Sanzioni che il presidente dell’associazione costruttori bolla come «pesantissime e assolutamente inutili: non si può intervenire soltanto criminalizzando gli imprenditori e sull’onda emotiva dell’emergenza». Una posizione, quella dell’Ance, in perfetta linea con Confindustria: «Ci hanno dato 3 ore di tempo per esaminare i 309 articoli del Testo unico, che prevede sanzioni insopportabili per le piccole imprese, ma la cosa più grave è che le nuove norme spezzano la catena della responsabilità all’interno dell’impresa edile. Ci abbiamo messo anni», ha continuato il presidente Ance, «per introdurre la figura del coordinatore della sicurezza in cantiere e ora la responsabilità ricade su un amministratore delegato che si trova magari a 300 chilometri di distanza dal cantiere». Sul fronte della sicurezza è arrivata da Buzzetti una precisazione importante: «Non è vero, come si dice, che l’edilizia è l’epicentro delle morti bianche sul lavoro, il problema riguarda prima altri settori dell’industria». E i dati elaborati dall’Ance evidenziano come il numero degli infortuni italiani nelle costruzioni sia inferiore a quello dei principali Paesi europei (nell’ordine: Spagna, Francia, Germania, Finlandia). E come in Italia lo specifico comparto dell’edilizia influisca meno in termini percentuali (su 1000 addetti) rispetto ai settori: se infatti l’edilizia conta 55,9 casi ogni mille addetti, maggiore è l’incidenza sulla lavorazione dei metalli (62,2), dei minerali (59,3) e dell’industria del legno (56,7).

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