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Le proteste degli indipendentisti catalani costano 3.500 auto alla Seat

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Le proteste degli indipendentisti catalani costano 3.500 auto alla Seat

Tremilacinquecento veicoli: a tanto, almeno finora e almeno stando ai media spagnoli, ammonta la mancata produzione di Seat per via delle manifestazioni degli indipendentisti catalani. La casa spagnola del gruppo Volkswagen è stata costretta a sospendere le attività tra giovedì pomeriggio e venerdì.

Cinque turni cancellati per via di disordini e sciopero generale

Nel complesso sono saltati 5 turni lavorativi che, appunto, hanno comportato una riduzione della produzione di 3.500 unità. Niente di grave, naturalmente. Saltuariamente i costruttori sono costretti a fare fronte ad emergenze di vario genere. Non solo per scioperi, come nel caso di Seat, ma anche di eventi naturali o altro. Per Seat, tuttavia, il problema rischia di ripetersi. Dopo il referendum sull’indipendenza della regione dichiarato illegale dalla Suprema Corte i disordini si sono moltiplicati. E Luca de Meo, Ceo del costruttore catalano, era anche intervenuto con una lettera ai dipendenti. Nell’ottobre di due anni fa top manager aveva spiegato come l’obiettivo fosse “proteggere gli interessi di tutti coloro che lavorano in Seat e le famiglie, così come quelli degli investitori, dei fornitori e dei clienti”.

Con le secessione la Catalogna non potrà restare nell’UE

Ma per il marchio resta indispensabile la certezza della permanenza nell’Unione Europea. Che sarebbe praticamente esclusa in caso di indipendenza della Catalogna: per accettare un nuovo membro nell’UE è necessaria l’unanimità dei membri. Ed è scontato  che la Spagna non accetterà una simile situazione. Il blocco della produzione era stata disposta per evitare possibili sospensioni nella filiera dei fornitori ed anche per ovviare ad eventuali assenze dei lavoratori, impossibilitati a raggiungere il sito di Martorell per via di scioperi e manifestazioni. A differenza di Seat, Nissan ha invece potuto continuare la produzione nel proprio sito di Barcellona. I disordini sono scaturiti dopo la condanna di 9 leader indipendentisti. La tensione resta alta e non sono escluse nuove proteste in futuro perché una soluzione politica appare tutt’altro che vicina.

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