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Catalogna fuori dall’UE con la secessione. Il possibile piano “B” di Seat

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Per Nissan, che sta già facendo i conti con la Brexit, la secessione della Catalogna sarebbe un altro duro colpo. Ma anche per Seat, che si appresta ad archiviare un 2017 da record, la situazione si complicherebbe non poco. La casa di Martorell commercializza nell’UE l’80% della propria produzione. Seat vale da sola l’1% del Pil della Spagna e quindi su quello catalano incide molto di più, oltre al 3% dell’export.

Indipendenza porta la Catalogna fuori dal mercato comune

L’eventuale indipendenza – anticipata unilateralmente per lunedì in violazione del diritto internazionale oltre che spagnolo – porterebbe la regione della Spagna automaticamente fuori dall’Unione Europea. Significa che il mercato unico senza barriere sarà tutto da conquistare, verosimilmente escluso visto che certamente Spagna e Belgio si opporrebbero al reintegro. Le grandi imprese catalane hanno scelto il silenzio. I big dell’economia della più ricca delle comunità spagnole non si sono schierati. Fra questi c’è Seat, ma c’è anche pure Abertis. In due ore i due istituti di credito locali, La Caixa e il Banco Sabadell, sarebbero in grado di trasferire le attività a Madrid per non perdere la “licenza” europea. Nissan ha uno stabilimento strategico proprio a Barcellona, che produce in esclusiva mondiale l’eNV200, il commerciale elettrico.

L’alternativa  spagnola di Seat, la fabbrica VW di Pamplona

Perfino la taiwanese Thunder Power aveva siglato un’intesa con il governo della Catalogna per la realizzazione di un sito produttivo. Con la regione fuori dall’Europa tutto cambierebbe. Seat, che grazie all’elevata qualità produttiva di Martorell (il terzo stabilimento più grande del gruppo VW) ha ottenuto “appalti” anche da Audi, ad esempio per la A1, dovrebbe verosimilmente rivedere i propri programmi. Pare che un “piano B” sia già allo studio: il trasferimento di una parte della produzione a Pamplona, dove Volkswagen ha un sito.

Luca de Meo deve gestire la delicata crisi

Nella Navarra viene già fabbricato uno dei modelli simbolo di Volkswagen, cioè la Polo. L’impatto che un eventuale simile spostamento potrebbe avere per il costruttore, per l’occupazione e per l’economia catalana è difficile da stimare. Ma rischia di essere significativo. Luca de Meo, che aveva ereditato dal suo predecessore una società avviata lungo la strada del risanamento, si trova a dover gestire una crisi dai risvolti imprevedibili.

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