Home»News»Toyota e la seconda vita delle batterie. Verranno cedute alla Panasonic

Toyota e la seconda vita delle batterie. Verranno cedute alla Panasonic

0
Condivisi
Pinterest Google+

Toyota e la seconda vita delle batterie. Verranno cedute alla Panasonic

La seconda vita delle batterie impiegate da Toyota sarà in Panasonic, impegnato a fianco della Jaguar nel campionato di Formula E. Il colosso nipponico pioniere dell’ibrido (15 milioni di vetture circolanti appena festeggiate, 300.000 delle quali in Italia) vuole cominciare a produrre la citycar elettrica esibita lo scorso autunno al Salone di Tokyo entro la fine dell’anno.

Leasing con accumulatori sostituibili per la citycar da due metri e mezzo

La tascabile dagli occhi a mandorla misura meno di due metri e mezzo di lunghezza. Già al momento della presentazione Toyota aveva chiarito che non si trattava di un esercizio stilistico ma di un modello per la mobilità sostenibile del futuro. A quanto pare il costruttore sta lavorando ad una strategia di leasing che include la sostituzione delle batterie. Gli accumulatori dovrebbero poter venire cambiati se la loro capacità dovesse scendere sotto un certo livello. Considerando che l’autonomia annunciata era stata di un centinaio di chilometri si tratta di una formula che può suscitare interesse. L’eventuale sostituzione delle batterie non significa la fine del loro ciclo di vita.

Potenzialità di utilizzo delle batterie anche con una capacità ridotta a 8 kWh

Perché anche con una capacità di soli 8 kWh sono utilizzabili per immagazzinare l’energia necessaria per tre giorni ad un appartamento con quattro persone. Il progetto di “economia circolare” prevede la cessione degli accumulatori alla Panasonic, altro colosso giapponese. Non è escluso nemmeno un possibile impiego in altre vetture, la cui percorrenza quotidiana è bassa. Prima di Toyota, già altri costruttori hanno pianificato la seconda vita delle batterie. La casa nipponica sembra tuttavia aver compiuto significativi passi avanti nella tecnologia di quelle allo stato solido.

Articoli precedente

"Braccio di ferro" sui prezzi: le quotazioni crollano, i listini non cambiano

Articolo successivo

Italia terza in Europa come investimenti per ridurre le emissioni di CO2